Punta Alzabecchi




Sabato 16 gennaio 2010: Salto del Lupo – Punta Alzabecchi – Sella Alzabecchi


Partecipanti: Maury76, Soundofsilence


Lunghezza: 5,5 Km circa, per il ritorno abbiamo lasciato una bicicletta alla Sella Alzabecchi per evitare i 9,5 Km di asfalto, altrimenti è possibile tornare per lo stesso percorso.


Durata: Di solito non indico i tempi perché dislivello e lunghezza permettono a chiunque di calcolare meglio quanto ci può mettere a seconda delle proprie condizioni di allenamento, in questo caso però occorre specificare che la natura del percorso, quasi tutto fuori sentiero e non sempre pulito richiede molto più tempo di quanto si potrebbe pensare. Noi ci abbiamo messo circa 4 ore, con varie deviazioni, potevamo metterci almeno un’ora di meno, ma avevamo anche precedenti esperienze in zona, chiunque ci si accosti per la prima volta deve sicuramente preventivare un tempo non inferiore a quello che ci abbiamo messo.


Dislivello: 600m. circa.


Difficoltà: EE sicuramente, non tanto per le difficoltà tecniche che, probabilmente non raggiungono mai neanche il primo grado, ma per il terreno sempre impervio, l’assenza totale di segnavia (tranne nel primo e ultimo tratto) e di una traccia chiara e univoca che rendono necessario un buon senso dell’orientamento e una buona comprensione del territorio. Può essere paragonato al vicino sentiero dei Daini: le difficoltà tecniche sono analoghe con quelle della prima parte del sentiero appena citato (la seconda parte, dalla prima corda in poi, del Sentiero dei Daini è invece molto più difficile) e anche l’evanescenza della traccia e gli ostacoli posti dalla vegetazione sono più o meno identici; a favore del sentiero dei Daini gli ometti di pietra che rendono più semplice l’orientamento, a favore del sentiero di cui sto parlando il terreno leggermente meno impervio che permette anche percorsi leggermente alternativi.


Racconto: Mi vergogno un po’ a scriverlo, specie in questo momento: cosa sono certe emozioni di fronte alla sofferenza dell’umanità, tutto perde senso se non aiutare chi ha bisogno… Ma, d’altronde, la sofferenza c’è sempre, basta saper guardare ed è forse ipocrita accorgersene solo in certi momenti, sempre meglio, però, che non accorgersene mai…
Beh, adesso che l’ho detto la mia coscienza va un po’ meglio e posso riprendere il discorso iniziale…
Certi posti mi danno veramente sempre un’emozione particolare ogni volta che ci ritorno, il massimo è poi averli scoperti, raggiunti e quindi realizzato un’itinerario che prima esisteva soltanto nei miei sogni… Sarà per questo che resto sveglio: il sogno è diventato realtà e posso continuare a sognare anche ad occhi aperti…
I magnifici torrioni dolomitici che sovrastano il Rio della Valle sfidando le leggi di gravità li avevo già raggiunti l’anno scorso, con altrettanta emozione, ma, adesso occorreva rendere l’itinerario non fine a sé stesso, ma introdurlo in una logica più ampia che lo rendesse appetibile non solo ai ‘maniaci’ come me ma permettesse invece di condividerlo anche con altri escursionisti; troppa bellezza per trattenerla tutta per me…
Partenza da Corso de Stefanis alle 7,40, uscita a Pietra Ligure (meglio Borghetto Santo Spirito comunque) e arrivo al Salto del Lupo poco prima delle 9, dobbiamo però proseguire fino alla Sella Alzabecchi per lasciare lì la bicicletta in modo da consentirci un un rapido ritorno.
Alla Sella 1di temperatura e parecchie chiazze di neve ghiacciate ci fanno dubitare un poco della nostra attrezzatura e siamo quasi contenti stia venendo tardi, confidando in un aumento della temperatura (che, però, non ci sarà).
Torniamo quindi, con la macchina, al Salto del Lupo e partiamo, finalmente, alle 9,40 circa. Dopo 300 metri notiamo il bivio segnato a tacche rosse (da esplorare in una prossima gita) che dovrebbe portare al Sentiero dei Daini, ancora 800 metri e lasciamo il rombo rosso che porta al Giogo di Toirano per scendere verso il torrente su un’evidente mulattiera.
Qui si presenta il primo magnifico panorama di insieme sui torrioni dolomitici protagonisti dell’escursione e anche la possibilità di farsi un’idea del percorso da fare e della via migliore per raggiungere la cresta Alzabecchi (almeno così la chiamo io…) che dovrebbe portarci all’omonima punta. Raggiunto il Rio della Valle occorre costeggiarlo verso sud (tornando quindi indietro) per alcuni metri finche non si intravede un punto più stretto, da attraversare con facile salto (Maury76) o sfruttando una più ampia falcata (io).
Sull’altra sponda occorre continuare costeggiando nella stessa direzione per circa 200 metri, una vaga traccia aiuta. Aggirato quindi, dopo tale distanza, il crinale in discesa dai torrioni protagonisti dell’escursione si gira a destra scegliendo una qualche traccia in salita e ci si dirige a senso e poi a vista verso i torrioni. In breve ci siamo vicino; conviene spostarsi verso il crinale per avere i panorami migliori e occorre combattere un poco con le spine, ma, in breve, si arriva a ‘toccare’ il primo torrione, mirabilmente spaccato in due.
Da qui si può proseguire ancora un po’ scavalcando il predetto torrione grazie anche a gradini di pietre accatastate che rivelano un’antica presenza umana; proseguire ancora è possibile, ma difficoltoso e inutile: nessun panorama paragonabile ai precedenti e, dopo un po’, la vegetazione rende fortemente masochista tentare di proseguire…
In preda a questi pensieri sentiamo un fruscio tra le fronde: qualcuno ha letto i miei topic o visitato il mio sito e si è perso in questa giungla? Neanche il tempo di cullarmi in questa illusione che una palla di cannone fora la vegetazione: un cinghiale di 200 chili si butta giù per il pendio a una velocità paurosa… Forse vuole mostrarci la via…
Scendiamo quindi qualche decina di metri fino a deviare a destra su una traccia su una pietraia (proprio dove era passato il cinghiale) che, per vederla, ci vuole molta fede e troviamo, dopo poco, una più chiara traccia in salita.
La salita da questo punto incognita (fino ai torrioni ero già arrivato) si rivelerà meno problematica del temuto: le tracce continueranno, sempre abbastanza evidenti, fino alla cresta, unico problema scegliere la migliore per mantenere la direzione che ci pare la più facile per raggiungere la cresta; siamo però nel fitto del bosco e non sempre è facile capire dove dirigersi. La vegetazione è comunque meno fitta del previsto e le peggiori battaglie con le spine sono ormai alle spalle; ogni tanto qualche bel punto di vista sui torrioni citati e su altri che si intravedono in alto e sui due versanti, molto bello anche questo…
Potremmo anche raggiungere facilmente la vetta senza nome (faccio riferimento a un mio topic precedente sulla zona), così dolomitica da fondo valle: da sopra però è un anonimo pianoro che non aggiungerebbe niente panoramicamente alla gita e quindi preferiamo proseguire. Siamo in vista dell’ex ristorante, ormai abbandonato, che domina la valle: qui, probabilmente, sbagliamo un poco percorso, ammesso sia possibile visto che un vero percorso non esiste, non attaccando la cresta nel suo punto più basso e seguendo invece una traccia poco sotto verso nord; risaliremo quindi poco dopo perdendo dunque il primo tratto di cresta.
Siamo praticamente già alla quota della Punta Alzabecchi: la cresta è ampia e quasi pianeggiante e affacciata vertiginosamente con precipiti balze calcaree sulla sottostante Valle della Valle. Si procede molto bene data la scarsità di vegetazione e l’ampia visuale che permette di scorgere la Punta Alzabecchi in lontananza.
Bella la cresta calcarea, specie nella parte terminale, dove ci sono più roccie e meno erba, aperto il panorama verso il mare, San Pietro ai Monti e, a ovest, il bellissimo Castellermo spruzzato appena di neve che accentua il risalto dei vari gradoni di roccia. Grandi blocchi calcarei fessurati e spaccati nella parte terminale della cresta e, quindi, rapida discesa a una selletta sotto la Punta Alzabecchi: qui la neve è più abbondante, anche se non continua, e in qualche punto, si affonda anche un metro…
Belle le dune di neve modellate dal vento, la cima è una formalità dalla quale ammiriamo ancora il Castellermo per poi scendere di corsa alla Sella Alzabecchi, seguendo, più o meno, il sentiero segnato. Maury76 mi aspetta qui una mezz’ora: il tempo di scendere in bici e risalire a prenderlo con la macchina, chissà se le calde emozioni vissute sono bastate a scaldare anche lui, come a me sono bastate per non sentire il freddo nella discesa in bici…




Cresta con torrioni vista da dietro



Cresta con torrioni



Cresta con torrioni più da vicino



Gruppo torrioni da sotto



Torrioni e cima da sotto dal crinale



Torrioni da sotto dal crinale



Torrioni e cima da sotto dal crinale più da vicino



Impressionante precipizio sulla valle dai torrioni



Torrioni e cima più da sotto dal crinale



Torrioni e cima più da sotto dal crinale più da vicino



Torrioni da sotto



Torrioni e cima più da sotto dal crinale ancora più da vicino



Torrioni da sotto più da vicino



Torrioni e cima più da sotto dal crinale primo piano



Torrione spaccato primo piano



Guglie in ombra sul versante opposto torrioni più da vicino



Guglia sul versante opposto torrioni primo piano



Torrione con cappello



Torrione con cappello più da lontano



Torrione spaccato da sopra



Torrione vicino alla cresta



Torrione vicino alla cresta più da vicino



Torrione vicino alla cresta più da vicino più chiara



Borghetto Santo Spirito e crinale opposto ai torrioni



Torrione poggiato su ripiano erboso



Torrione poggiato su ripiano erboso più da vicino



Castellermo dalla Cresta Alzabecchi



Castellermo dalla Cresta Alzabecchi più da vicino



Parte finale cresta Alzabecchi e Giogo di Toirano sullo sfondo più da vicino



Rocce fessurate e cresta Alzabecchi



Rocce calcaree in cresta Alzabecchi con San Pietro ai Monti sullo sfondo



Rocce calcaree parte finale Cresta Alzabecchi e Giogo Toirano



Rocce calcaree parte finale Cresta Alzabecchi e Giogo Toirano più da vicino



Blocchi calcarei alla fine cresta Alzabecchi



Maurizio in cima a blocchi calcarei alla fine cresta Alzabecchi



Maurizio in cima a blocchi calcarei lla fine cresta Alzabecchi



Blocchi calcarei alla fine cresta Alzabecchi da sopra



Blocchi calcarei alla fine cresta Alzabecchi da sopra ancora più da vicino



Blocchi calcarei alla fine cresta Alzabecchi da sotto



Punta Alzabecchi con Castellermo sullo sfondo



Dune di neve salendo alla Punta Alzabecchi ancora più da vicino



Dune di neve con punta Alzabecchi sullo sfondo



Castellermo dalla Punta Alzabecchi



Castellermo dalla Punta Alzabecchi più da vicino