Monte Scaletta




Mercoledì 6-10-2010: Prato Ciorliero – Colle Scaletta – Monte Scaletta – Colletto quota 2634 – Prato Ciorliero.


Partecipanti: Maury76 e Soundofsilence


Lunghezza: 12 Km.


Dislivello: 1030 metri.


Difficoltà: E fino al Colle Scaletta e il ritorno sul sentiero dell’andata. EE scarso l’anello attorno alla vetta, soprattutto l’andata dal Colle Scaletta, mentre il ritorno presenta solo un po’ più d’esposizione (nei punti esposti però vi è sempre un cavo metallico), ma, ugualmente, nessuna difficoltà. Anche con un po’ di neve (come abbiamo trovato noi) la salita dal Colle Scaletta non presenta difficoltà: subito dopo la galleria (è bene portarsi un lampada) c’è qualche punto leggermente esposto, ma non vi è alcun problema nel superarlo. Si procede poi fino in cima su terreno né esposto né difficile. La discesa dal sentiero Cavallero sulla cresta sud-est è forse da considerarsi leggermente più impegnativa per una decisa esposizione in alcuni punti, però si cammina sempre e vi è il cavo che può rassicurare, se necessario. Il punto più ‘difficile’ è costituito da un gradone di roccia di circa un metro che si potrebbe persino superare saltando giù senza problemi…
La discesa dal ghiaione dal colletto a quota 2634 (almeno secondo il mio altimetro…) si svolge su un ghiaione non particolarmente ripido, ma il sentiero è, in alcuni punti, quasi scomparso a causa di una frana e potrebbe creare qualche difficoltà a chi non gradisce molto i ghiaioni…


Percorso in macchina: Da Genova a Savona coll’autostrada dei fiori e quindi fino a Mondovì con la Savona-Torino. Da Mondovì si segue per Cuneo e, da Cuneo, per Caraglio, Dronero e Val Maira. Si Risale la Val Maira quindi fino ad Acceglio dove, all’ingresso del paese, si svolta a sinistra per Chialvetta e Viviere (indicazioni scarse/assenti). Si prosegue dritti per la strada asfaltata ignorando tutte le deviazioni a sinistra che portano ai suddetti paesi, fino ad arrivare ad un bivio a quota 1813 dove entrambe le direzioni diventano sterrate. Qui si può lasciare la macchina o anche proseguire sulla sterrata che, pur non avendola fattaci è sembrata percorribile, per poco più di un km fino al parcheggio di Prato Ciorliero, guadagnando così 100 metri di dislivello.


Percorso a piedi: Dal Parcheggio presso il bivio si segue la sterrata di sinistra per circa 700 metri dove la si lascia per prendere un sentiero a destra (ampie segnalazioni, occorre seguire il sentiero S10 e le indicazioni per il Colle Scaletta). Salendo si incontrano vari bivi sulla sinistra per il sentiero S11, S27 e per l’onnipresente sentiero Roberto Cavallero, ma si prosegue sempre a destra sull’S10 fino al Colle Scaletta. Giungi al Colle si prende a sinistra seguendo i segnavia rossoblù del sentiero Cavallero. Dopo poco meno di 300 metri si raggiunge una galleria di circa 50 metri da percorrrere con illuminazione (ad inizio stagione può essere ingombra di neve), dato il suo andamento non rettilineo e quindi si continua seguendo il Cavallero fino in vetta. Dalla vetta si continua a seguire il Roberto Cavallero verso sud mantenendosi in cresta. La cresta digrada leggermente fino a scendere a quota 2634 dove è presente un evidente colletto (dal quale è visibile il sentiero dell’andata e il percorso per ricongiungervisi), dove si può lasciare il sentiero Cavallero per dirigersi verso sinistra (nord-est) lungo un sentierino che scende a zig-zag il ghiaione (una freccia con scritto Val Maira lo segnala). Continuando invece a seguire il Cavallero si può compiere un anello decisamente più lungo passando per il Passo Peroni. Lasciando il Cavallero nel colletto testè nominato si scende su ghiaione fino ad incrociare prima un sentiero proveniente dal Passo Peroni e poi a quota 2400 circa il sentiero dell’andata (S10) che si ripercorre fino al parcheggio.


Racconto: Dopo aver costretto Maury al terribile sacrificio di accontentarsi di vette semisconosciute nella gita alla Tete Carrée in Francia e quello ancor più terribile di sopportare le venefiche esalazioni dell’indisposto Lusciandro durante tutta la predetta gita, cerco di farmi ‘perdonare’ esaudendo il suo desiderio proibito (almeno relativamente alla montagna…) accompagnandolo sul famosissimo (almeno per chi frequenta Maury), altissimo e purissimo Monte Scaletta. Il mio è stato indubbiamente un atto eroico e di grande abnegazione dato un ginocchio dolorante e le simpatiche condizioni invernali (come direbbe "il fu granitico" Alec anche di una spruzzatina di pochi millimetri…) in cui troveremo il monte. Ben più volentieri in effetti sarei andato sulle Alpi Liguri dove non ci sarebbero stati problemi di neve e ghiaccio, ma cosa non si fa per gli amici…
Quando ci si sacrifica però, spesso, la provvidenza ci ripaga con una giusta ricompensa, oltre che con la naturale soddisfazione morale, così già in partenza potremo godere del panorama migliore della giornata: un’improvvida escursionista in effetti, forse non avvedendosi del sentiero che stavamo percorrendo proprio sopra di lei, ci mostra (anzi mi, visto che Maury negherà di aver visto, ma, d’altronde, lui, non avendo fatto alcun sacrificio, non si meritava alcun panorama…) tutte le sue grazie…
Io, naturalmente, distoglierò lo sguardo per rispetto alla bella sconosciuta e a mia moglie, ma, indubbiamente, per distogliere lo sguardo bisogna prima osservare bene se c’è qualcosa da cui è opportuno, appunto, distorglierlo…
Fortificato quindi nello spirito dalla ‘giusta ricompensa’ ricevuta procedo senza mai lamentarmi eccessivamente del freddo, del ghiaccio e della neve (non che ce ne fossero granchè dopotutto, ma d’altronde, Maury riesce sempre a lamentarsi per molto meno…).
Il ginocchio però mi costringerà ad un’andatura quantomai lenta, tanto che verremo superati da un gruppo di 3 anziani alpinisti, il che, purtroppo, comporterà lo spiacevole effetto collaterale di costringerci ad una lunghissima sosta sulla cima, per accontentare il ‘fotomodello delle vette’ (Maury) che vuole il palcoscenico tutto per lui…
Saremo così costretti, per recuperare il ritardo, a saltare l’assai interessante Passo Peroni…
Ma neanche di questo mi lamenterò nel mio sempre più virtuoso empito di pura e disinteressata amicizia…
Però adesso posso dirlo: Maury!!!! Mi manca tanto il Peroni!!!!


Conclusioni: Gita indubbiamente meritevole, soprattutto per l’interessante anello di vetta che permette ottimi scorci sui laghi di Roburent e il passaggio in un ambiente affascinante di guglie che, seppur non all’altezza di certe gite dolomitiche, riesce comunque a farle ricordare… Interessante anche il panorama di vetta specie verso Rocca La Meja (da qui insolitamente slanciata) Rocca Brancia e l’Oserot e i bellissimi fenomeni erosivi del Colle Gardetta. Le guglie che mi sono piaciute di più sono però quelle visibili da poco prima il Colle Scaletta sulla destra della vetta: dalle foto sembrerebbe anche di potercisi avvicinare, da tenere presente.




Rovine a Prato Ciorliero



Rocca la Meja salendo al Passo Scaletta



Passo Gardetta e Rocca la Meja primo piano



Albero ingiallito e guglie Rocca Peroni



Passo Gardetta e Rocca la Meja primo piano più da vicino



Monte Scaletta con guglie a destra



Guglie a destra Monte Scaletta più da lontano



Sorgere del sole dal Colle Scaletta



Tete du Coin de l'Ours salendo allo Scaletta



Rocca la Meja e Brancia salendo allo Scaletta



Rocca la Meja Brancia e Oserot salendo allo Scaletta più da lontano



Rocca la Meja e metà Brancia salendo allo Scaletta



Rocca Brancia dallo Scaletta



Rocca la Meja dallo Scaletta



Rocca la Meja e Brancia dallo Scaletta più chiara



Rocca Brancia dallo Scaletta più da lontano



Rocca la Meja dallo Scaletta molto più da lontano



Laghi inferiori di Roburent dallo Scaletta



Laghi inferiori di Roburent dallo Scaletta più scura



Laghi inferiori di Roburent dallo Scaletta più scura più da lontano



Laghi inferiori di Roburent dallo Scaletta più da vicino



Monviso dallo Scaletta



Rocca la Meja e Brancia dallo Scaletta più da vicino



Rocca la Meja dallo Scaletta più centrale



Bunker in vetta e vista dal Pic du Pelvat al Monviso



Croce vetta Scaletta e Monviso



Croce vetta Scaletta e Gruppo Tenibres più dall'alto



Rocca Brancia dallo Scaletta più da vicino



Rocca la Meja dallo Scaletta molto più da vicino



Rocca la Meja dallo Scaletta più da lontano



Monviso dallo Scaletta più da vicino



Monviso dallo Scaletta primo piano



Rocca la Meja e Brancia dallo Scaletta più da vicino più chiara



Guglia davanti a Laghi Inferiori di Roburent scendendo dallo Scaletta più da vicino



Guglie davanti a Lago Mediano Roburent scendendo dallo Scaletta primo piano



Guglia e Monviso scendendo dallo Scaletta



Guglia scendendo dallo Scaletta primo piano



Laghi Inferiori di Roburent scendendo dallo Scaletta



Laghi Inferiori di Roburent scendendo dallo Scaletta più chiara



Laghi Inferiori di Roburent scendendo dallo Scaletta più da vicino



Grosso torrione e Rocca la Meja scendendo dallo Scaletta più chiara



Grosso torrione e Rocca la Meja scendendo dallo Scaletta più da lontano



Laghi Inferiori di Roburent scendendo dallo Scaletta più da lontano



Laghi Inferiori di Roburent sovrastati da Cima delle Lose e Enchastraye



Rocca la Meja e Brancia scendendo al Colletto primo piano



Rocca la Meja e Brancia scendendo al Colletto ancora più da vicino



Rocca la Meja e Brancia scendendo al Colletto ancora più da vicino



Laghi Inferiori di Roburent sovrastati da Enchastraye



Lago Mediano di Roburent scendendo dallo Scaletta



Lago Mediano di Roburent scendendo dallo Scaletta più da lontano



Guglie Rocca Peroni e colletto ancora più da vicino



Guglie Rocca Peroni e colletto ancora più da lontano più scura



Guglie Rocca Peroni dal colletto in controluce



Guglie Rocca Peroni scendendo dal colletto più da lontano



Guglie Rocca Peroni scendendo dal colletto col sole che spunta dietro



Sole attraverso buco in cresta Rocca Peroni



Rocca la Meja e Passo Gardetta scendendo a Prato Ciorliero



Rocca la Meja e Passo Gardetta scendendo a Prato Ciorliero più da vicino



Prato Ciorliero scendendovi