Rocca Radevil da Ronvello




Domenica 8 gennaio 2012: Ronvello (1078) – Colle dell’Ortiga (1774) – Rocca Radevil (1957) e ritorno.


Partecipanti: Arietina, Fabio/5, Maury76 e Soundofsilence.


Lunghezza: 16 Km circa.


Dislivello: 880 circa.


Difficoltà: E, però il ripido tratto finale può essere insidioso e pericoloso con condizioni di terreno bagnato, neve o ghiaccio.


Percorso in macchina: Da Genova a Savona con l’A10, quindi con la Savona-Torino fino a Mondovì. Da Mondovì si segue per Cuneo e, poco prima di entrarvi, si svolta a sinistra per Borgo San Dalmazzo. A Borgo San Dalmazzo si prende a destra per Demonte, dove si arriva dopo una quindicina di Km.
A Demonte si svolta a destra in corrispondenza di segnalazioni per l’Albergo Moderno e si continua in tale direzione fino a raggiungerlo: qui si svolta a sinistra e si segue la strada che subito attraversa un ponte e poi sale verso le varie borgate sparse sulla montagna. Si lascia sulla destra il bivio per Cornaletto e si seguono le indicazioni per Perosa, si supera Parafauda (anche se non sono sicuro di aver capito qual’era…) e si giunge a Case Ronvello (1080 circa), dove termina la strada asfaltata e comincia la sterrata; una cinquantina di metri prima un largo spiazzo verde sulla destra consente di parcheggiare.


Percorso a piedi: Alla partenza cartelli indicatori segnalano a destra per il Colle dell’Ortiga, lungo la sterrata, che, più avanti, presenta ancora un tratto di asfalto. In poche parole si deve seguire la sterrata fino al Colle dell’Ortiga: si incontrano alcuni bivi ma sono quasi tutti segnalati; ce n’è forse uno non segnalato, dove occorre prendere a destra la sterrata più evidente. Dal Colle una traccia sulla sinistra risale una prima asperità e continua poi in lieve salita verso la Rocca Radevil. Si segue il crinale fino a giungere ad una zona rocciosa, qui la traccia non è per niente evidente: credo si debba passare abbastanza ripidamente in mezzo alle rocce per poi riprendere il crinale, ma è possibile anche evitarle passando facilmente sulla sinistra delle stesse per poi tagliare senza traccia per prati per riprendere il crinale; si segue quindi il crinale fino alle ultime decine di metri, le più ripide, dove la traccia diventa di nuovo incerta, ma ognuno può scegliere con un poco di attenzione il percorso migliore per giungere brevemente in vetta.
Ritorno per lo stesso percorso.


Racconto: Sono ormai passati i bei tempi dei sani litigi pre-gita sul forum di Quotazero, quando nessuno si faceva problemi di dire in faccia agli altri ciò che pensava delle insulse gite proposte, nonché degli insulsi partecipanti….
Da questa rozza, ma schietta, fase primitiva stiamo, purtroppo, passando a una molto più raffinata di falsa diplomazia e sottili intrighi politici…
Ormai ci si mette d’accordo in un attimo e tutti, per il bene del gruppo, accettano con pronta rassegnazione anche le mete più assurde, salvo poi, naturalmente, inventarsi altrettanto assurde scuse dell’ultimo momento per evitare l’invisa destinazione…
All’alba di venerdì abbiamo così già radunato un manipolo di 9 valorosi ed entusiasti partecipanti, pronti a sfidare il generale inverno proprio a casa sua, nel grande nord, nonostante tragiche previsioni di temperature hymalaiane e venti polari….
Ma la notte tra sabato e domenica, alle 2.43 in punto, si verificheranno una serie di cataclismi che neanche il calendario maya avrebbe osato predire: si va da un leggero mal di gola, cosa che al profano potrebbe, a prima vista, non sembrare di impedimento ad una salutare scampagnata in montagna, ma che, invece, l’esperto escursionista sa benissimo essere condizione ostativa all’indispensabile yodel di vetta, passando poi a chi, vergognandosi di mentire in prima persona, tira in ballo innocenti pargoli colpiti da fulminante e letale influenza con ben 37,05 di febbre, anch’essa manifestatasi, senza preavviso di sorta, alle 2,43 precise…
C’è poi chi giura e spergiura, sempre alle 2,43, che sarebbe stato pronto ad affrontare qualsiasi condizioni meteorologica, ma che il vento in montagna, d’inverno, non se lo sarebbe mai potuto aspettare, e pur sperando fino all’ultimo bollettino meteo, emesso a l’1,45, sempre di notte, in un cambiamento delle infauste previsioni ha dovuto, suo malgrado, arrendersi alle soverchianti forze degli agenti atmosferici.
Infine c’è chi tutto avrebbe sopportato, ma una nuova gita schifosa e riarsa, in un inverno già di per sé più riarso che mai, è veramente aldilà dell’umana sopportazione…
Un plauso comunque a quest’ultima persona, di cui, giustamente, a tutela della privacy, non faccio il nome, per aver avvisato con congruo anticipo sugli altri (2,41)….
L’indomani mattina, ringalluzzito dalla nottata passata ad ascoltare tali puerili scuse, guiderò assai più veloce del solito e, all’alba delle dieci, saremo già Demonte, tutti e 4 i fortunati superstiti della tragica nottata.
Qui ci accorgiamo che l’indefesso propugnatore della gita, che per tutta la settimana ce ne ha magnificato gli imperdibili panorami, è purtroppo nella lista nera dei moribondi dovutisi assentare per causa di forza maggiore…
In un impulso di spontanea e irrefrenabile empatia decidiamo di telefonargli per consolarlo dell’inopinata malattia: pur mezzo addormentato nel suo letto di dolore, l’ispettore Callaghan (uso un nome di pura fantasia per non far capire di chi sto parlando), ci dimostra un’ammirabile prontezza di spirito nell’impostare una rauca e lamentosa voce da malato terminale. Per non fargli pesare troppo il nostro nobile gesto e non certo perché nessuno di noi ha pensato di portare una relazione sul percorso, decidiamo di farlo sentire utile, anche nelle sue miserevoli condizioni di salute, chiedendogli informazioni su quale sia la località di partenza della gita.
Fortunamente Harry Callaghan, nella speranza di tornare il più presto possibile a dormire, si dà una mossa, nonostante la salute precaria, e trova subito la relazione in questione: trattasi di una chanson de geste del 1400, scritta in lingua d’oca, facente riferimento a una non meglio precisata località denominata Case Roncisvalle quale punto di partenza della gita. Salutato quindi D.H. (sto parlando sempre della stessa persona e, se notate una qualche impercettibile variazione negli pseudonimi con cui lo nomino, chiedo venia e faccio presente che sono solo astuti espedienti per confondere le acque a tutela della privacy di questo ignobile traditore e novello Gano di Maganza….), chiediamo informazioni in paese per vedere se qualcuno ha mai sentito parlare di questa fantomatica Case Roncisvalle.
Sarà la residua atmosfera natalazia, ma troviamo subito persone gentili e prodighe di buoni consigli e indicazioni: pur non avendo capito niente di quello che abbiamo chiesto, ci fanno persino un disegnino, chiaro e dettagliato, completo di tutto, ci sono pure presepe, Re Magi e stella cometa…
Non ci resta quindi che seguire l’astro del ciel e in breve saremo a destinazione…
Illuminati quindi dalla divina luce la gita scorrerà tranquilla come non mai e senza alcun errore di percorso; perfino gli agenti atmosferici placheranno la loro prevista furia concedendoci una giornata con temperature quasi estive e senza vento, tanto che, per il caldo, lasceremo parecchio vestiario in macchina (e qualcuno si dimenticherà pure di riprenderlo) ….
L’influsso del benefico astro terminerà però, purtroppo, quando prenderemo la direzione opposta per tornare alle nostre umili dimore: troverò infatti mia moglie leggermente adombrata perché, a suo dire, sono tornato troppo tardi…
Ma insomma, stavamo seguendo la stella cometa, i Re magi mica avevano l’orologio, dopotutto…
Chissà anche loro, poveretti, cosa avranno dovuto subire una volta tornati a casa, ma su questo la storia e i Vangeli tacciono pietosamente…
Provo comunque a giustificarmi dicendole che abbiamo fatto il più velocemente possibile, tanto che anche Arietina, nella fretta, ha dimenticato i vestiti nella mia macchina….
Non sembra però che questa spiegazione abbia ottenuto gli effetti sperati…


Conclusioni: Gita un po’ noiosa nella lunga sterrata iniziale fino al Colle dell’Ortiga, ma decisamente bella panoramicamente, col Monviso protagonista, nell’ultima parte che si svolge su un aperto crinale.Bella anche la rocciosa Rocca Radevil che emerge inaspettata e fiera da un innocuo crinale prativo. In questa stagione e in queste zone è difficile pretendere di più.




Bourel da Ronvello più da vicino



Cima Lausetto salendo da Ronvello



Primo piano Monte Bourel



Rocca Radevil inizia a spuntare primo piano



Monviso dal Colle dell'Ortiga



Rocca Radevil avvicinandosi primo piano



Argentera avvicinandosi alla Radevil



Rocca Radevil e Monviso salendo dal Colle dell'Ortiga ancora più da vicino



Monte Matto salendo alla Radevil



Monte Matto salendo alla Radevil più da lontano



Ischiator salendo alla Rocca Radevil



Vista su Marittime da pendio terminale Radevil



Argentera e Matto dalla Radevil



Primo piano Argentera dalla Radevil



Primo piano Matto dalla Radevil



Primo piano Matto dalla Radevil più da vicino



Pietre infisse in vetta Radevil e Monviso



Primo piano Matto dalla Radevil ancora più da vicino



Primissimo piano Argentera dalla Radevil



Chersogno e Gialeo dalla Radevil primo piano



Chersogno e Gialeo dalla Radevil



Marittime con Argentera e Matto scendendo dalla Radevil



Spunzone di roccia Oriol e Argentera scendendo dalla Radevil



Rocca Radevil e Monviso tornando al Colle dell'Ortiga più da vicino



Cima Lausetto tornando a Ronvello



Cima Lausetto primo piano tornando a Ronvello