Monte Mongioia da Sant’Anna di Bellino




Mercoledì 20 luglio 2011: Borgata Sant’Anna – Bivacco – Boerio – Mongioie e ritorno.


Partecipanti: Lusciandro Maury76 e Soundofsilence.


Lunghezza: 18 Km circa.


Dislivello: 1550 circa.


Difficoltà: E fino al bivacco Boerio, per la vetta esistono poi 2 sentieri, in comune fino a quota 3180 circa. Il sentiero ovest è un tranquillo EE, con unico punto in cui usare le mani proprio quello in cui si lascia la traccia comune per superare un saltino a sinistra (facile e non esposto) e la cui maggior difficoltà sta proprio nell’individuare tale punto, difficilissimo da notare salendo. Il sentiero est è invece sicuramente un F, un poco esposto ma tranquillo fino alle ultime rocce che sostengono la vetta: qui, con percorso un po’ esposto si deve superare prima un saltino (1° grado) e poi, o continuare in parete per un secondo saltino sovrapposto al precedente (2° grado) o dirigersi (più facilmente, ma anche più scomodamente) su una stretta cengetta a sinistra che costringe al cosidetto ‘passo del gatto’: occorre infatti passare quasi sdraiati spingendo lo zaino avanti; superato il passo del gatto si deve affrontare ancora un salto di roccia di poco più di un metro (almeno 2° grado, per me qualcosa in più), meno esposto, ma probabilmente più difficile, del secondo saltino in parete prima descritto e da superare in alternativa. Si arriva quindi in vetta con pochi metri di esile cresta da percorrere con attenzione.


Percorso in macchina: Da Genova in autostrada fino a Savona e quindi con l’A6 fino all’uscita di Fossano; da Fossano ci si dirige verso ovest seguendo le indicazioni per la Val Varaita; si passa prima per Villafaletto, poi per Costigliole Saluzzo, Piasco, Melle, Sampeyre e Casteldelfino; si arriva quindi a Bellino dove si gira a sinistra per Borgata Sant’Anna, fino al termine della strada asfaltata, dove si parcheggia.


Percorso a piedi: Dal parcheggio si continua sulla sterrata verso ovest e si prosegue lasciando a sinistra le deviazioni per il Col dell’Autaret e a destra quella per la Rocca Senghi, ma seguendo invece quelle per il Bivacco Boerio e il Lago Mongioia. Si giunge quindi senza problemi al bivacco Boerio e da qui ci si dirige, in leggera discesa, a sinistra passando sulla sponda ovest del Lago, quindi si piega verso nord iniziando a salire il crinale del Mongioia su sentiero segnato con ometti e segni rossi. Dopo circa 450 metri dal rifugio e a quota 3180 circa, ci sarebbe la possibilità di prendere a sinistra il sentiero più facile ma è assai difficile vederlo se non si conosce il punto esatto, anche perché nel primo tratto non vi è sentiero ma occorre invece superare un saltino di roccia di poco più di un metro e girare subito a sinistra (invisibile da sotto), dove cominciano gli ometti di pietra. Nel punto, sul masso spaccato che costituisce il saltino, è stata appoggiata una pietra a mò di freccia verso l’alto ma non risulta affatto evidente e l’unica soluzione sarebbe segnare tale punto con una freccia di vernice. In ogni caso se si prosegue a destra si continua sul ciglio del crinale (qualche punto leggermente esposto) seguendo ometti e tacche rosse fino a dove il crinale finisce in un salto; qui si gira a sinistra per risalire la parete, come descritto nella sezione difficoltà.
Se si prende invece a sinistra la traccia è sempre evidente e porta in vetta senza difficoltà. Per chi sia salito dalla traccia difficile è comunque consigliabile non ripercorrerla in discesa (specie in presenza di neve o terreno umido) e, per fortuna, in questo senso, è facile scorgere dalla vetta la traccia e gli ometti che dirigono verso sud su ampio crestone. Ritornati quindi al Boerio si continua sulla stesso sentiero dell’andata per tornare al parcheggio.


Conclusioni: Salendo bella vista, guardando indietro, sulla Marchisa e i monti vicini (Rocca Gialeo per esempio), ma non molto di più, tanto che il percorso risulta un po’ noioso. Bello il Lago Mongioia, specie con il contrasto di tinte creato dalla spolverata di neve che abbiamo trovato. Molto ampio il panorama di vetta (anche se troppo ‘distante’ per i miei gusti) con protagonisti Monviso e i 2 Chambeyron. In conclusione una gita che non è sicuramente tra le mie preferite, non offrendo niente di speciale rispetto a tante altre fatte, a parte la bellezza di stare in alta montagna, che, comunque è sicuramente già molto…




Rocca La Marchisa da Sant'Anna



Grange Cruset e Rocca Senghi



Rocca La Marchisa da Sant'Anna più da vicino



Camosciere Gialeo e Pic de Sagneres



Casa in pietra e Testa di Malacosta con più cielo sopra



Profilo rocca Senghi e sullo sfondo Gialeo Sagneres e Marchisa



Monte Salza dalla piana del Boerio più da lontano



Lago Mongioia con Salza sullo sfondo



Lago Mongioia con Salza sullo sfondo più da lontano



Lago Mongioia con Salza sullo sfondo ancora più da lontano



Lago Mongioia con Salza sullo sfondo più da vicino



Lago salendo al Mongioia più da lontano



Primo piano Lago salendo al Mongioia



Monviso salendo al Mongioia



Pic de Rochebrune dal Mongioia



Monviso dal Mongioia con meno cielo sopra



Monviso e Salza dal Mongioia



Croce ghiacciata e Monviso dal Mongioia



Monviso dal Mongioia più da lontano



Brec e Aiguille de Chambeyron dal Mongioia più da vicino



Lago scendendo dal Mongioia



Vetta Mongioia e Monviso scendendo



Monviso tra pendio Mongioia e Salza



Lago Mongioia e Salza scendendovi



Lago Mongioia dalla sponda ovest



Lago Mongioia dalla sponda ovest più da lontano



Lago Mongioia dalla sponda ovest più da vicino



Ometto di pietra e Giuep scendendo dal Mongioia



Gialeo Sagneres e Marchisa tornando a Sant'Anna



Alpeggi e Salza tornando a Sant'Anna