Monte Faraut dalla Madonna delle Grazie




Martedì 21 giugno 2011: Madonna delle Grazie (magari, ci siamo fermati 2 Km. prima…) – Monte Faraut – cresta sud – basalti – Grange Morletto – Madonna delle Grazie.


Partecipanti: Maury76 e Soundofsilence.


Lunghezza: 19,8 Km., parcheggiando però più avanti, per esempio alla Cappella della Madonna delle Grazie si possono risparmiare 3 Km. (tra andata e ritorno) e 150 metri di dislivello. E’ comunque possibile proseguire ancora con la macchina, essendo, probabilmente, il tratto peggiore della sterrata proprio quello immediatamente prima della cappelletta, e giungere fino alla Grange Morletto, ma c’è chi è persino arrivato fin quasi al Rifugio Carmagnola, posteggiando la macchina a 2700 metri.


Dislivello: 1300 circa salendo ai basalti.


Difficoltà: E, naturalmente, la sterrata fin quasi al Rifugio Carmagnola, EE il traverso su sfasciumi senza alcuna traccia che abbiamo fatto dal penultimo tornante prima del Rifugio, sia per abbreviare il percorso, sia per evitare un po’ di neve, per raggiungere il sentiero in corrispondenza di un colletto sulla cresta del Faraut. Il sentiero fino alla cima dovrebbe poi essere E, ma non ne posso dare una valutazione obiettiva avendolo abbandonato in più punti per evitare varie insidiose chiazze di neve, in ogni caso ci si trova su un ripidissimo pendio di sfasciumi e un po’ di esperienza di montagna sarebbe comunque auspicabili. EE anche la cresta sud del Faraut che abbiamo percorso in discesa che, seppur facile e comoda nella prima parte, diventa più insidiosa nella seconda e occorre esperienza per decidere dove scendere il ripido pendio di sfasciumi, che, per chi non ama questo tipo di terreni, può risultare fastidioso. E la salita ai Basalti e la discesa per prati, seppur ripidi, ai laghetti presso la Grange Morletto.


Percorso in macchina: Da Genova a Savona coll’autostrada dei fiori e quindi fino a Mondovì con la Savona-Torino. Da Mondovì si segue per Cuneo e, da Cuneo, per Caraglio, Dronero e Val Maira. Si Risale la Val Maira quindi fino ad Acceglio e 2 Km dopo, a Villaro, si svolta a destra per Lausetto. Ragiunto quest’ultimo paesino la strada diventa a tratti sterrata ma in discrete condizioni. In corrispondenza di un ponte si procede dritti seguendo il cartello indicante T11 e T18 e si continua direi almeno fino alla capella della Madonna delle Grazie, nonostante noi ci siamo fermati un Km. e mezzo prima, in uno slargo cementato della strada.


Percorso a piedi: Dal parcheggio, ovunque, lo si abbia fatto, si prosegue sulla sterrata. Giunti a oltre 2600 metri di quota sulla sterrata si può prendere una deviazione poco evidente sulla sinistra (comunque segnata T11) che permette di saltare due tornanti. Si giunge quindi in vista del Rifugio Carmagnola e, volendo, si può, per abbreviare il percorso (o, nel nostro caso, evitare problemi con la neve), abbandonare la sterrata in un tornante a destra (il penultimo prima del rifugio) per traversare senza traccia il ripido pendio di sfasciumi, puntando al colletto sovrastante.
Giunti al colletto si segue la traccia appena sotto la cresta che porta in vetta. Dalla vetta si scende lungo la larga e comoda cresta sud, fino a giungere a una zona rocciosa dove le cose diventano più complicate (anche se, probabilmente, non impossibili) e abbiamo preferito scendere per sfasciumi alla sottostante zona erbosa. Da questa si traversa verso sud-ovest, attraversando prima una zona di grossi massi e poi puntando a un ponte che permette di attraversare il torrente nelle vicinanze di alcune formazioni basaltiche sulla riva opposta.
Volendo una sterrata permette di risalire alle predette formazioni e raggiungerne la cima, si prosegue poi verso est sulla vicina elevazione erbosa che il mio collega di gita identifica, ansioso di dare dignità a questa nuova conquista, come il Monte Ciarmetta, cosa di cui però non sono per niente convinto, e si scende poi ancora verso est i ripidi pendii erbosi fino a quando questi non permettono di svoltare a nord (verso la sterrata); in breve si giunge a 2 laghetti presso la Grange Morlasco e alla vicina sterrata che riporta alla macchina sul percorso dell’andata.


Conclusioni: Bellissimo il panorama di vetta sul Monviso, il Pelvo e La Marchisa, nonché su Aiguille e Brec de Chambeyron. Un po’ monotona la salita lungo la sterrata, anche se è bella la vista sulle dolomitiche pareti del monte Boulliagna che si gode dalla Grange Morletto. Interessante il percorso di cresta che abbiamo seguito al ritorno e che può essere utile anche per la salita, anche per evitare meglio la neve.




Casa in pietra sopra la Madonna delle Grazie



Prato fiorito di bianco con Boulliagna e Cervet



Prato fiorito di bianco con Boulliagna e Cervet



Prato fiorito di bianco con Boulliagna e Cervet più da lontano



Primo piano Boulliagna



Grange Morletto tra i fiori



Basalti tra Boulliagna e Cervet



Basalti e Cervet



Boulliagna e basalti



Guglia basaltica e Boulliagna



Monviso spunta salendo al Faraut



Rifugio Carmagnola e Aiguille Chambeyron salendo al Faraut



Monviso spunta salendo al Faraut più da destra



Monviso e Cima delle Lobbie salendo al Faraut



Visolotto e Monviso primo piano salendo al Faraut



Visolotto e Monviso primo piano salendo al Faraut più da vicino



Primo piano Albrage salendo al Faraut



Monviso salendo al Faraut



Cima Lobbie Camosciera e Pelvo salendo al Faraut



Pelvo di Chiabrera salendo al Faraut



Marchisa e Chersogno salendo al Faraut



Neve e Monviso salendo al Faraut



Dal Monviso al Pelvo salendo al Faraut



Cupola di neve Brec e Aiguille Chambeyron dal Faraut



Cupola di neve Brec e Aiguille Chambeyron dal Faraut più da lontano



Monte Maniglia e Pointes de Mary dal Faraut più da vicino



Maury in vetta a Faraut con sullo sfondo Monviso e Camosciera



Camosciera e Pelvo primo piano dal Faraut



Marchisa Chersogno e Sebolet dal Faraut



Chersogno e Sebolet dal Faraut



Aiguille de Chambeyron dal Faraut



Brec e Aiguille de Chambeyron dal Faraut



Oronaye e Cervet dal Faraut



Marchisa Chersogno e Sebolet dal Faraut più da lontano



Marchisa e Chersogno primo piano dal Faraut



Camosciera Pelvo e Camosciere dal Faraut più da lontano



Camosciera Pelvo e Camosciere dal Faraut ancora più da lontano



Pic du Pelvat dal Faraut



Monviso dal Faraut primo piano



Rocca la Marchisa primo piano dal Faraut



Oronaye primo piano dal Faraut



Marchisa Chersogno e Sebolet con pennacchio di nuvole



Chersogno e Sebolet con pennacchio di nuvole



Marchisa Chersogno e Sebolet con pennacchio di nuvole più da vicino



Chersogno e Sebolet con pennacchio di nuvole più da lontano



Marchisa Chersogno e Sebolet con pennacchio di nuvole più da lontano



Marchisa Chersogno e Sebolet dal Faraut ancora più da lontano



Croce vetta Faraut e Monviso



Cresta sud Faraut



Guglia in cresta sud Faraut e Cervet



Basalto squadrato e Monte Bellino sullo sfondo più da vicino



Laghetto scendendo alla Grange Morletto molto più da vicino



2 Laghetti scendendo alla Grange Morletto più da vicino



Laghetto presso Grange Morletto con Meja sullo sfondo



Laghetto presso Grange Morletto con Meja sullo sfondo più chiara



Fiori bianchi e Boulliagna senza flash



Madonna delle Grazie da dietro più da lontano



Madonna delle Grazie da dietro più da lontano più chiara