Borgata de Costanzi - Colle Chiosso - Monte Chersogno




Domenica 18/10/2009: Borgata Costanzi – Grange Chiotti – Monte Chersogno e ritorno


Partecipanti: 20 (gita sociale CAI sezione ligure)


Racconto: Che(r)-sogno o Che(r)-incubo? Nel dormiveglia di un partenza mattuttina uno strano biancore si staglia nel buio delle 7, stiamo forse sognando? Le previsioni parlavamo di una giornata perfettamente serena, come possono esserci così tante nuvole all’orizzonte già a quest’ora? Col freddo che fa se non c’è neanche il sole geleremo! Bastano i brividi che ci dà questo pensiero per svegliarci quel tanto per capire che non si tratta di nuvole…
Ma come, ma quando, ma quanto è nevicato? Non era previsto, il meteo dava tutta la settimana di bel tempo…
Eppure non stavamo sognando più il cielo si schiariva più il bianco aumentava, c’era neve ben sotto i 2000 metri…
Come faremo ad arrivare a 1700 con la macchina, a portare le catene non ci ho proprio pensato e non sono il solo…
Nonostante i dubbi si va comunque avanti con la rassegnazione tipica delle gite sociali quando si va incontro al diluvio, anche se in direzione opposta c’è il sole…
Arriviamo quindi a Prazzo, in Val Maira, con un temperatura di –3 e 6 metri da salire su una strada non promette niente di buono. La salita sarà in effetti abbastanza problematica, con 6 persone a bordo la mia macchina non ce la fa a superare i tratti innevati più ripidi e devo far scendere i passeggeri a spingere…
Niente però può fermare una gita sociale e, poco prima delle 9,30, arriviamo nel bianco assoluto di Borgata De Costanzi a 1700 metri. La temperatura è –5, sarà per questo che ci sbrighiamo a partire e alle 9,30 siamo in marcia sulla strada bianca (non solo perché sterrata…).
Tutt’intorno soltanto bianco, sembra di essere in Norvegia… Mi ero ripromesso di fare almeno una gita sulla neve quest’inverno, ma non credevo di mantenere la promessa così presto…
Alle casette in pietra della Grange Chiotti (2020) abbandoniamo la strada per iniziare la salita su sentiero. Il sole ci scalda e la fatica per avanzare sulla neve ci fa sentire più caldo di quel che immaginavamo e qualcuno riesce pure a mettersi in maniche corte…
Tutt’intorno un immacolato manto bianco e la magnifica piramide del Chersogno che ci sovrasta: tutto sommato anche io che amo di più la montagna d’estate, quando la neve non nasconde i colori e le forme delle rocce dei prati e dei laghi non riesco a rimanere insensibile al fascino di questa soffice coltre bianca e non mi lamento per l’inaspettata nevicata. Qualche preoccupazione però sulle condizioni del sentiero per la vetta e per la fatica in più che stiamo facendo e per come troveremo la strada con la macchina se facciamo troppo tardi la sera non posso fare a meno di averla.
E non avrò del tutto torto: le condizioni difficili costringeranno purtroppo a rinunciare alla vetta 5 di noi (se non sbaglio), e anche la fatica si farà sentire più di quanto giustifichino i 1300 metri di dislivello: la salita dopo il Colle Chiosso e il pianoro che porta al bivacco Bonfante è molto ripida e con la neve, se non si è particolarmente scattanti, si rischia di scivolare più indietro di quel che si sale e, dopo il Colle del Chersogno, questo problema si accentuerà molto di più…
Per arrivare in vetta impiegheremo infatti 4 ore, sicuramente almeno un’ora in più di quello che ci avremmo messo col sentiero pulito e rimpiangeremo che le condizioni della strada (e il divieto di transito) non ci abbiano permesso di lasciare la macchina fino a Grange Chiotti (veramente qualcuno c’è anche arrivato e senza catene…).
Anche la sosta in vetta sarà particolarmente breve: non più di mezz’ora e, per chi è arrivato dopo, anche molto meno… Riuscirò a malapena a mangiare un boccone e fare qualche foto (questa volta veramente soltanto qualche…) e non riuscirò invece a mettermi i ramponi decentemente (chissà per quale premonizione me li sono portati…), tanto che nella discesa ne perderò prima uno e poi l’altro… Non che i ramponi fossero indispensabili (utili magari sì nel pezzo fino al Colle del Chersogno), ma decido di metterli per aprire meglio la strada a quelli che mi seguono.
Dalla vetta bel panorama caratterizzato da alcune cime con spiccata individualità come l’Oronaye, i 2 Chambeyron, La Marchisa, la Rocca Gialeo, il Pelvo e il Viso. La discesa su neve sarà divertente e veloce fino al Colle Chiosso e senza problemi, dopo la traccia sarà praticamente pulita, così come la strada susseguente non presenterà quasi più tracce di neve, rivelando una bella sterrata facilmente percorribile in auto (a parte il divieto…).


Conclusioni: una bella gita, non difficile, neanche con la neve (a parte le varie ansie vissute nello svolgimento…), ma sicuramente molto faticosa; Il percorso totale, andata e ritorno, è lungo 18 Km per 1350 metri di dislivello circa.




Chersogno da strada per Grange Chiotti con pino sulla destra



Chersogno da strada per Grange Chiotti con pino sulla destra più da lontano



Chersogno da strada per Grange Chiotti



Prato innevato recintato e con alberi sullo sfondo andando a Grange Chiotti



Cartello indicatore e Chersogno andando a Grange Chiotti



Cartello indicatore e Chersogno andando a Grange Chiotti più da vicino



Gruppo Cai su strada per Grange Chiotti e Chersogno



Gruppo Cai su strada per Grange Chiotti e Chersogno più da lontano



Chersogno da strada per Grange Chiotti più da lontano



Chersogno da strada per Grange Chiotti primo piano



Chersogno da strada per Grange Chiotti ancora più da lontano



Gruppo Cai su strada per Grange Chiotti e Chersogno più da vicino



Casa di pietra su prati innevati andando a Grange Chiotti



Strada per Grange Chiotti guardando indietro e Mondolè sullo sfondo



Versante innevato e Mondolè sullo sfondo andando a Grange Chiotti



Sorbo e Chersogno andando a Grange Chiotti



Pendii solcati innevati dietro a pini andando a Grange Chiotti



Pendii solcati innevati dietro a pini andando a Grange Chiotti più da vicino



Grange Chiotti e Chersogno



Pendii solcati innevati avvicinandosi a Grange Chiotti



Casa in pietra a Grange Chiotti e Chersogno



Casa in pietra a Grange Chiotti e Chersogno più da vicino



Casa in pietra a Grange Chiotti e Chersogno più da vicino più scura



Chersogno da Grange Chiotti più da lontano



Rocca Gialeo e pendici Pelvo salendo al Colle Chiosso



Rocca Gialeo salendo al Colle Chiosso



Colle Chiosso



Colle Chiosso ancora più da vicino



Vista sud dal Colle Chiosso



Rocca Gialeo dal Colle Chiosso



Rocca Gialeo e pendici Pelvo dal Colle Chiosso



Chersogno dal Colle Chiosso



Becco Grande e Rocca la Meja dal Colle Chiosso



Rocca la Meja dal Colle Chiosso



Rocca la Meja dal Colle Chiosso più da vicino



Colle Chiosso ancora primo piano



Rocca Gialeo dal Colle Chiosso più da destra



Rocca Gialeo dal Colle Chiosso più da lontano



Pic de Sagneres e Rocca Gialeo dietro terrapieno salendo al Chersogno



Monviso salendo al Chersogno



Pic de Sagneres Rocca Gialeo e Pelvo dietro terrapieno salendo al Chersogno



Gruppo Cai in marcia in piana innevata verso il Colle Chersogno



Gruppo Cai in marcia in leggera salita verso il Colle Chersogno più da lontano



Gruppo Cai in salita verso Colle Chersogno e sullo sfondo Sagneres Gialeo e Pelvo



Gruppo Cai in salita verso Colle Chersogno e sullo sfondo Sagneres Gialeo e Pelvo più da lontano



Pic de Sagneres Rocca Gialeo Pelvo e Monviso salendo al Colle Chersogno



Malacosta Sagneres Gialeo e Pelvo salendo al Colle Chersogno



Oronaye da Colle Chersogno



Monviso dal Chersogno



Monviso dal Chersogno primo piano



Sagneres e Gialeo in primo piano e Mongioia e Salza in secondo dal Chersogno



Oronaye dal Chersogno



Rocca la Marchisa dal Chersogno



Vista sud-ovest da Chersogno con Argentera Rocca la Meja e Cassorso



Sagneres Gialeo Mongioia Salza Pelvo e Monviso dal Chersogno



Brec de Chambeyron primo piano dal Chersogno più da vicino



Rocca la Marchisa dal Chersogno primo piano



Sagneres e Gialeo in primo piano e Mongioia e Salza in secondo dal Chersogno più da vicino



Sagneres e Gialeo in primo piano e Mongioia e Salza in secondo dal Chersogno



Oronaye dal Chersogno primo piano



Brec de Chambeyron primo piano dal Chersogno più da lontano



Panestrel sulla destra da Chersogno



Aiguille de Chambeyron scendendo dal Colle Chersogno



Sagneres e Gialeo in primo piano e Mongioia e Salza in secondo scendendo dal Colle Chersogno



Conca innevata e Sagneres e Gialeo scendendo dal Colle Chersogno



Sagneres e Gialeo scendendo dal Colle Chersogno



Pelvo e Monviso scendendo dal Colle Chersogno



Brec e Aiguille de Chambeyron scendendo dal colle Chersogno



Aiguille de Chambeyron primo piano scendendo dal Colle Chersogno



Brec e Aiguille de Chambeyron scendendo dal colle Chersogno più da lontano



Brec de Chambeyron primo piano scendendo dal Colle Chersogno



Sagneres e Gialeo scendendo dal Colle Chersogno più da vicino



Brec de Chambeyron primo piano scendendo dal Colle Chersogno più da vicino



Sagneres e Gialeo scendendo dal Colle Chersogno più da lontano



Pelvo e Monviso scendendo dal Colle Chersogno più da lontano



Pelvo e Monviso scendendo dal Colle Chersogno più da lontano più dal basso



Sagneres Gialeo Pelvo e Monviso scendendo dal Colle Chersogno



Campi innevati Sagneres Gialeo e Pelvo scendendo dal Colle Chersogno



Campi innevati e Pelvo scendendo dal Colle Chersogno



Campi innevati in controluce guardando verso il Colle del Chersogno



Campi innevati e Chersogno



Vetta Chersogno scendendo verso il Colle Chiosso