Monte Corso del Cavallo e Grotte di Aisone




Domenica 1 gennaio 2012: Aisone (841) – Case Piron – Monte Corso del Cavallo Est (2020) – Borgata le Vigne – Grotte di Aisone – Aisone (841).


Partecipanti: Arietina, Em, Lusciandro e Soundofsilence.


Lunghezza: 14,5 Km circa.


Dislivello: 1250 circa.


Difficoltà: E tutto il percorso, nessuna difficoltà tecnica, un po’ faticosa la salita al colle tra il Peitagù e il Corso del Cavallo (tratto che può essere scivoloso in discesa, ma non pericoloso) e un brevissimo tratto di sentiero franato più sotto che rende il passaggio un po’ stretto, ma, comunque, non molto esposto.


Percorso in macchina: Da Genova fino a Savona e quindi all’uscita di Mondovì sulla Savona-Torino. Da Mondovì si prosegue verso Cuneo, passando per Pianfei; ci si dirige poi verso Boves, passando accanto, ma fuori di Cuneo e quindi a Borgo San Dalmazzo, dove si prende la strada per il Colle della Maddalena, che si segue fino ad Aisone. Si attraversa quindi il paese e, subito dopo, 100 metri prima del ristorante da Renzo, in corrispondenza di una sterrata sulla sinistra con indicazioni per Case Piron, si parcheggia.


Percorso a piedi: Si imbocca la sterrata per Case Piron e la si segue fino alla località in questione (fontana in paese) si prosegue quindi ignorando il sentiero che, in corrispondenza delle case, svolta a destra, e proseguendo sulla sterrata che si trasforma in sentiero. Qualche centinaio di metri dopo il paese si incontra un nuovo bivio: a sinistra il sentiero che stiamo percorrendo prosegue verso Vinadio (lo percorremo al ritorno), mentre a destra si inizia la salita verso le sovrastanti imponenti pareti rocciose, all’apparenza inaccessibili, ma solcate da un ardito sentiero scavato nella roccia. Si prende quindi a destra seguendo anche le indicazioni per la Testa di Peitagù e il Corso del Cavallo e, superata la zona rocciosa, il sentiero si fa più ripido e attraversa una zona boscosa che porta prima ad una panoramica radura e, poco dopo, ad un colletto sul crinale tra le vette del Corso del Cavallo e la Testa di Peitagù sulla destra.
Dal colletto in dieci minuti e anche meno si arriverebbe alla predetta Testa di Peitagù, pochissimi metri più alta del colle su cui ci troviamo, ma abbiamo deciso di non andarci perché il panorama non sarebbe cambiato. Si prende quindi, dal colletto, verso sinistra seguendo per poco una carrareccia che scende sull’altro versante e, quindi, continuando pressochè sul crinale (esistono varie tracce non molto evidenti, ma non ci sono assolutamente problemi a seguire il crinale a piacimento…) fino a superare una prima elevazione e quindi arrivare alla successiva, sormontata da un cippo, indicante la vetta del Corso del Cavallo est; volendo si può continuare verso le successive elevazioni di cui la seconda costituisce la vetta ovest del Corso del Cavallo (2170), più alta di 150 metri di quella su cui ci troviamo, ma, data l’ora e il percorso ancora da fare vi abbiamo rinunciato (in ogni caso ci sarebbe voluta circa mezz’ora per la sola andata):
Si ridiscende quindi per la stessa via fin sotto alla zona rocciosa, dove si prende a destra il sentiero per Vinadio e lo si segue fino alle case della Borgata le Vigne (il primo paesino che si incontra), da qua si potrebbe scendere direttamente ad una sottostante radura con 2-3 alpeggi e belle guglie di roccia, ma noi abbiamo proseguito ancora qualche centinaio di metri sul sentiero per Vinadio fino a raggiungere l’altra sponda dell’ampio burrone sottostante (al centro del quale si trova la radura di cui ho appena parlato); sul ciglio del burrone (assolutamente niente di difficile ed esposto, comunque…) si prende un sentierino (circa 250 metri dopo le case) non segnato sulla sinistra che costeggia per un poco il burrone e poi inizia a scenderlo comodamente con ampi e poco inclinati tornanti; si arriva così alla sottostante radura, dove guadato un piccolo rio si possono ammirare le belle guglie di roccia che la sovrastano.
Dalla radura si segue la carrareccia che prosegue verso la sottostante strada statale, per poi abbandonarla, un centinaio di metri prima di raggiungere l’asfalto, per un sentierino sulla sinistra (segnato) che con qualche saliscendi attraversa la zona delle Grotte, caratterizzata anche da un bell’arco naturale.
Appena superata la zona delle grotte ci si riimmette sulla sterrata dell’andata, circa 400 metri a monte del parcheggio e poco sopra uno sbarramento del torrente caratterizzato da colonne di metallo; si percorrono quindi a ritroso gli ultimi 400 metri fino alla macchina.


Conclusioni: Certamente queste zone possono offrire ben altro all’escursionista nella stagione estiva, tant’è che è la prima volta che mi azzardo a frequentarle d’inverno, ma non sono rimasto troppo deluso, soprattutto dalla zona delle grotte, ancora più bella di come mi aspettavo, nonostante l’abbiamo visitata solo alla fine del percorso e con poco tempo per l’esplorazione e poca luce per le foto (che in effetti sono risultate scarse sia come qualità che come quantità…), tanto da valere sicuramente una gita anche da sola; abbinandola invece alla salita al Corso del Cavallo sarebbe forse più opportuno, invece di fare l’anello come abbiamo fatto noi, percorrere sia all’andata che al ritorno solo il sentiero delle Grotte, onde godere della visuale diversa offerta dai 2 sensi di marcia e dalle diverse condizioni di luce; in questo modo si saltano soltanto le Case Piron, sacrificio, a mio parere, sicuramente accettabile…
Per il resto è bello e panoramico il sentiero in balcone scavato nella roccia delle balze verticali che sorreggono la Testa di Peitagù, carino il panorama sulle Marittime dal Borel all’Ischiator, che si gode lungo il percorso e dalla vetta, ma non deve essere molto diverso da quello godibile da similari elevazioni della zona…




Bourel e Ventabren



Malinvern e Ciarnier primo piano



Laroussa Corborant e Ischiator andando al Corso del Cavallo



Cuneese sovrastato da Bisalta dagli altopiani del Peitagù



Bourel e Ventabren con Oriol in mezzo



Cippo vetta Corso del Cavallo e vista da Bourel a Malinvern



Cippo vetta Corso del Cavallo e vista da Oriol a Malinvern



Balze rocciose Bourel Ventabren e Gorgia Cagna scendendo dal Corso del Cavallo



Case in pietra e guglie di roccia in radura sotto Borgata Vigne



Casa in pietra e guglie di roccia in radura sotto Borgata Vigne



Guglia appuntita in radura sotto Borgata Vigne



Casa in pietra e guglie in radura sotto Borgata Vigne primo piano



Guglia appuntita in radura sotto Borgata Vigne vista da sotto



Arco naturale sotto radura sotto Borgata Vigne e Luna



Vista da grotta verso vallata Aisone.JPG



Guglia sopra arco naturale in sentiero delle Grotte



Grotta e arco naturale in sentiero delle Grotte più da vicino