Vette minori Zucchi di Cardeto dalla Val Serenaia




Sabato 27-6-2020: Val Serenaia (1050) – Foce Cardeto (1640) – Quota 1640 Zucchi (1640) – Quota 1730 Zucchi (1730) – Quota 1760 Zucchi (1760) - - Foce Cardeto (1640) – Val Serenaia (1050).


Partecipanti: Em, Maury76 e soundofsilence.


Lunghezza: 8 km. circa.


Dislivello: 950 m. circa.


Difficoltà: EE l’ultima parte della salita a Foce di Cardeto, che presenta un tratto ripido non più attrezzato, ma scomodo più che difficile, e qualche saltino anche poco prima del passo. La salita del canale che porta alla forcella a fianco al Pizzo Altare è un F, qualche passaggio di I dove usare le mani, per il resto scomoda salita su ripido prato senza traccia. F anche la vetta pochi metri sopra. EE la discesa sull’altro versante dove la pendenza è minore, ma vi è sempre assenza di sentiero. EE poi la salita alla Quota 1730 degli Zucchi, che può risultare più o meno facile e breve a seconda del percorso che si sceglie, ma sempre da fare con attenzione. F+ la salita alla quota 1760 su ripidissimi prati su cui è pericolosissimo scivolare e occorre quindi affrontarli solo in condizioni di bel tempo e con assoluta prudenza, altrettanto F+ la discesa, sempre molto ripida, forse un filo meno, ma comunque meno esposta. EE il percorso dalla Foce di Cardeto agli Zucchi, con il favoso traverso assai stretto ed esposto, ma decisamente meno di quanto sembri in foto, bisogna solo non soffrire di vertigini, altrimenti è facile.


Percorso in macchina: Da Genova in autostrada prima sulla A12 e quindi sulla A15 (La Spezia – Parma) fino ad Aulla. Si prende quindi la strada per il Cerreto (ss63) in direzione Fivizzano fino al bivio con la sr445 (strada regionale della garfagnana) in località Gassano. Si segue la sr445 in direzione di Piazza al Serchio e Castelnuovo Garfagnana fino a Casola in lunigiana, dove si svolta a destra passando a fianco di una caratteristica torre sulla sede stradale imboccando così la SP59 per Minucciano. Poco dopo Minucciano (1 Km circa) si svolta a destra sulla strada segnalata per Orto di Donna e Val Serenaia che si percorre per 5 Km, fino a giungere al Rifugio Val Serenaia in, dove esistono amplissime possibilità di parcheggio.


Percorso a piedi: dal parcheggio, si prosegue sul sentiero 178 per la Foce di Cardeto, che sale con un po’ di cambi di direzione nel bosco e affronta poi qualche salto roccioso attrezzato con cavi (i cavi attualmente non sono più presenti). A quota 1550 circa, passiamo alla base di un evidente canale, con in mezzo alcuni grossi massi, che porta ad una forcella tra il Pizzo Altare a destra, e il Pizzo di Mezzo a sinistra. Prendiamo quindi a sinistra il canale e lo saliamo vino alla forcella, da dove si può salire a sinistra pochi metri fino ad una piccola vetta, dalla quale si può anche proseguire in cresta verso il Pizzo di Mezzo, ma, ben presto, la cresta diventa troppo affilata ed esposta, scendiamo quindi sull’altro versante con un canale meno ripido e che permette ampia possibilità di scelta del percorso, fino a giungere al sentiero segnato, che imbocchiamo verso sinistra. Percorriamo quindi il sentiero per il Pisanino, segnato in blu, fino ad una selletta poco prima della foce Altare, subito successiva all’ultima elevazione degli Zucchi di Cardeto che qui si eleva dal sentiero di pochi metri. e che possiamo raggiungere. con breve ma esposto. percorso di cresta. Da qui abbiamo di fronte la seconda elevazione degli Zucchi, che si erge bene più verticale ed imponente. Per raggiungerla riscendiamo al sentiero e puntiamo quindi alla selletta tra le due quote in questione e, quindi, risaliamo i ripidissimi prati nella parte centrale per giungere in breve in vetta, ma con grande prudenza. Dalla vetta torniamo quindi indietro sui nostri passi per qualche metro, ed iniziamo poi la discesa da uno spallone che sembra avere pendenza minore. Da qui poi proviamo a traversare verso la forcella sotto il Pizzo Maggiore, che raggiungiamo, salendo poi due successive gobbe, dalle quali poi però rinunciamo a tentare la salita per altri ripidissimi prati al Pizzo Maggiore, ma imbocchiamo un nuovo spallone per scendere, affrontando anche qualche saltino, facile, ma ripido ed esposto. Poi, quando, il canale a fianco sembra più abbordabile, traversiamo a destra e scendiamo per il canale, assai scivoloso per l’erba, ma non esposto e, in breve, arriviamo al sentiero segnato in blu, che imbocchiamo verso destra e seguiamo fino alla Foce di Cardeto, dalla quale scendiamo al parcheggio seguendo, con attenzione, che è facile sbagliarsi, il sentiero 178 fino al parcheggio.


Traccia GPS: Zucchi (Per scaricare la traccia fate click col tasto destro sul link e selezionate “Salva link con nome”)


Conclusioni: gita di pura esplorazione, per gli Zucchi di Cardeto non esistono praticamente relazioni, se non, e piuttosto scarne, per un canale invernale e per la traversata integrale di cresta. Non siamo riusciti a raggiungere una delle 3 vette principali, ma la maggiore delle 3 che abbiamo raggiunto, meriterebbe anch’essa di essere nominata e non si può definire minore a mio parere. Indubbiamente itinerario da non ripetere se non si ha grande esperienza del terreno apuano e\o in condizioni meteo non buone. Per il resto impressionanti viste dalla cresta, anche se i vicini Pisanino e Cavallo offrono sicuramente di più, vedremo prossimamente di tentare ancora la salita alla vetta principale.




Pizzo d'Uccello dal parcheggio



Maggiociondolo e Pizzo d'Uccello



Maggiociondolo e Grondilice



Grondilice salendo verso Foce Cardeto



Pisanino e pendici Pizzo Altare



Pendici Pizzo Altare



Massi stratificati e Cavallo sullo sfondo



Canale verso Zucchi di Cardeto



Pareti canale e Pizzo d'Uccello



Parte superiore canale verso Zucchi Cardeto



Parte superiore canale verso Zucchi Cardeto più da vicino



Canale verso Zucchi Cardeto guardando indietro



Cavallo da canale verso Zucchi di Cardeto



Pizzo Altare e Cavallo da forcella



Cresta verso Pizzo di Mezzo da forcella



Pizzo d'Uccello da Quota 1640



Pizzo Altare e Cavallo da Quota 1640



Enrico su cresta Zucchi Cardeto con Pizzo d'Uccello sullo sfondo



Parete sottostante a Quota 1640



Pizzo Altare e Cavallo da Quota 1640



Cavallo e Contrario da Quota 1640



Cresta verso Pizzo di Mezzo da Quota 1640



Pizzo d'Uccello da Quota 1640



Arco naturale scendendo canale



Torrione e Pizzo Maggiore scendendo canale più da vicino



Canale disceso guardando indietro



Crinale di marmo in discesa da Zucchi Cardeto



Torrione in cresta Zucchi di Cardeto e Pizzo Maggiore



Torrione in cresta Zucchi di Cardeto e Pizzo Maggiore



Peonia scendendo a sentiero per Pisanino



Giglio Rosso su sentiero per Pisanino



Roccandagia e Tambura da sentiero per Pisanino



Pizzo Altare e Cavallo da sentiero per Pisanino più da lontano



Torrione in cresta Zucchi Cardeto



Due Gigli Rossi su sentiero x Pisanino



Enrico in traverso esposto sentiero x Pisanino



Quota 1760 dal sentiero



Quota 1760 salendo alla 1730 più da vicino



Pizzo d'Uccello dalla Quota 1730



Cresta Quota 1730 e Pisanino



Quota 1730 e cresta verso il sentiero



Quota 1760 e Pizzo Maggiore da Quota 1730



Roccandagia dalla Quota 1730



Pisanino salendo a Quota 1760



Maury e Enrico salendo a Quota 1760



Lago di Gramolazzo dalla Quota 1760



Pisanino dalla Quota 1760



Pizzo Maggiore da Quota 1760



Pizzo d'Uccello dalla Quota 1760



Pizzo Maggiore dalla Quota 1760



Pizzo d'Uccello dalla Quota 1760 più da vicino



Forcella verso Pizzo Maggiore



Pizzo Maggiore avvicinandovisi



Canale della Galleria



Cupola sommitale Pizzo Maggiore



Lago Gramolazzo scendendo verso sentiero



Crinale di marmo tornando a Foce Cardeto



Pizzo Altare e Cavallo tornando a Foce Cardeto



Pozza rossa scendendo da Foce Cardeto



Bosco di faggi scendendo a Val Serenaia



Roccia magnificamente stratificata scendendo a Val Serenaia



Roccia magnificamente stratificata scendendo a Val Serenaia più da vicino



Faggio secolare scendendo a Val Serenaia



Zucchi di Cardeto dal campeggio