Arni - Passo Fiocca - Penna di Sumbra - Colle Capanne - Capanne Carregine




Sabato 21/11/09: Arni – Passo Fiocca – Penna di Sumbra – Colle di Capanne – Capanne di Carregine e ritorno ad Arni in bicicletta.


Partecipanti: Coren, Maury76, Soundofsilence


Lunghezza: 12,5 Km a piedi + 8 in bici.


Dislivello: 900 m a piedi + 300 in bici


Difficoltà: EE, ma in assenza di neve o erba bagnata un EE decisamente facile, in caso invece di terreno scivoloso, magari resta facile, ma decisamente pericoloso da affrontare senza ramponi, per buona parte della salita da Arni e nella cupola sommitale attrezzata con cavo (praticamente inutile con terreno asciutto).Difficoltà invece ci sono a non perdere la traccia sia salendo da Arni, dove comunque l’orientamento resta semplice per il terreno spoglio, sia scendendo a Carregine dove perdere la traccia nel bosco è abbastanza facile (almeno per noi) e più complicato ritrovarla…


Racconto - Traversata Penna di Sumbra – Apuane estreme "style": Come tutte le imitazioni alla fine il risultato finale sarà un po’ "tarocco" ma , in effetti, trattandosi di una imitazione non voluta speriamo di meritarci le attenuanti del caso…
Il progetto di chiudere l’anello in bicicletta, in effetti, nasce dall’esigenza di ridurre i tempi di percorrenza previsti dalle guide (6 ore per il solo tratto Arni – Capanne) che sommati agli 8 Km con 300 metri di dislivello di asfalto renderebbero la gita un po’ troppo lunga per le ore di luce di questi giorni…
Partenza alle 5,30 da Corso de Stefanis, deposito della bicicletta a Capanne di Carregine, alla partenza del sentiero 145 intorno alle 8 (si sarebbe potuto proseguire e lasciare la bici dal cimitero, sovrastante tra i 50-100 metri di dislivello), ritorno ad Arni e partenza effettiva verso le 8,30.
Il sentiero parte sopra la chiesa, dicono le guide, e noi eseguiamo alla lettera, ma, in realtà, si trattava invece di proseguire su asfalto qualche centinaio di metri per imboccare il vero inizio del sentiero. Nessun problema comunque perchè salendo dalla chiesa si ritorna in breve su asfalto e all’inizio del sentiero, perdiamo comunque anche qui qualche decina di metri di dislivello…
Il tempo sembra reggere nitido e queste piccole perdite di tempo, che caratterizzeranno tutta la giornata, non ci preoccupano più di tanto. Nel primo tratto del sentiero bella vista a sinistra (nord-ovest) su cime rocciose che mi sembrano proprio la Pania Secca e l’Uomo Morto, la posizione e l’altezza non mi convincono molto (dovrebbero essere dalla parte opposta e sembrano un po’ troppo vicini…) ma, sul momento, mi fido di più della somiglianza perfetta che del mio scarso senso dell’orientamento…
A posteriori risulterà chiaro che la ‘Pania Secca’ era in realtà il Monte Macina (sicuramente un mia prossima meta dal Passo del Vestito), mentre sull’’Uomo Morto’ non saprei ancora pronunciarmi, d’alronde, di morti, purtroppo, le Apuane ne fanno sempre molti…
Saliamo in fretta almeno la prima parte e in 40 minuti siamo già 400 metri sopra Arni, grazie anche al sentiero ripido.
Dopo affrontiamo un lungo tratto in cui si sale poco, ma ci si perde parecchio, compresa una digressione in discesa nel bosco del Fatonero, comunque brillantemente rimediata grazie al GPS…
Dopo il bosco sempre più belle diventano le viste sulla cupola sommitale della Penna, che grazie alla bella luce novembrina, appare particolarmente plastica, un po’ di nebbia invece verso la costa, che ci impedirà per tutto il giorno di vedere le Isole di Portovenere, ma bellissime viste invece sul Sagro emergente dalla nebbia e dall’altra parte sulla Pania della Croce, il Procinto che emerge come un fantasma e il vero ‘Uomo morto’ che, sul momento, ci meravigliamo di quanto si sia spostato, per essere trapassato si sposta molto più velocemente di noi che siamo abbastanza vivi!
In breve raggiungiamo la bellissima sella di marmo del Passo Fiocca da cui il Sumbra si mostra con la sua bella Penna a nord, purtroppo in ombra per fare belle foto…
Da qui ripida, ma breve la salita in vetta lungo il canalino erboso attrezzato: dalla vetta ci si spalanca il classico fantastico panorama delle Apuane sul gruppo Sagro, Grondilice, Tambura, Pisanino e Roccandagia, anch’essi molto belli nella nitida luce novembrina; da dietro spuntano Contrario e soprattutto le bellissime gobbe del Cavallo. A nord il Lago di Vagli e l’Appenino che occupa anche tutta la vista a est. A sud il bellissimo, come già detto, gruppo delle Panie e l’Isola d’Elba che emerge dalla nebbia.
Il vento in vetta ci fa passare dalla canottiera alla giacca a vento, ma la sosta pranzo è comunque gradevole.
Bella la prima parte della discesa in cresta con viste sulla precipite parete sud del Sumbra e l’attraversamento di interessanti zone carsiche, di cui, una nel bosco, poco sotto il sentiero; lasciata la cresta il sentiero si mantiene abbastanza in quota nel bosco a nord, ma è facile perdere i segnavia, in alcuni punti assenti o sbiaditi.
Il sentiero prosegue comunque parallelamente alla cresta senza apprezzabili dislivelli per scavalcarla e portarsi sul versante sud al Colle delle Capanne, intorno ai 1400 metri di quota. La discesa sul versante sud è meno interessante ed anche parecchio lunga, dati i lunghi, appunto, tratti in piano, caratteristico comunque l’attraversamento di una profonda stretta e lunga fenditura nella roccia (30 metri) qualche decina di minuti prima di giungere a Capanne, dove giungiamo alle 14,20, dopo 5,50 ore soste comprese.
Qui inizia la vera avventura: già consapevoli di dover sostituire una camera d’aria, bucatasi non si sa come restando la bicicletta appesa a 2 ganci per 4 anni nel box, suscitiamo l’entusiamo del pubblico locale, radunatosi intorno a noi per lo spettacolo offerto, quando anche la camera d’aria, pur nuova, si rivela anch’essa bucata…
Per non deludere il pubblico, che già incominciava a sfollare, ormai sicuro del risultato finale, tiro fuori allora una vecchia confezione di pezze da attaccare col mastice…
L’operazione ci prende parecchio tempo, per lasciar asciugare il mastice due volte, dopo la prima stesura incompleta, ma riesce perfettamente tra la meraviglia del pubblico incredulo, e dopo oltre un’ora di sosta ai box posso ripartire in bicicletta per Arni…
Il percorso si rivela più duro del previsto, o forse sono io meno forte di quanto credevo, fatto sta che ci metto 25 minuti invece dei 20 previsti, sicuramente per colpa delle scarpe da escursionismo che non fanno presa sugli attacchi look…
In ogni caso, per chi volesse ritentare ‘l’impresa’, il percorso è costituito da circa 2-3 Km discesa da Capanne in cui si perdono tra i 200 e i 250 metri, poi si sale di 150 metri circa per 3-4 Km fino al bivio per Arni con una media del 3-4% di pendenza; dopo il bivio si scende lievemente per un 500 metri per poi risalire duramente, per circa 2 Km, di 150-200 metri con pendenze quindi che si avvicinano al 10% di media.




Monte Macina e Alto di Sella da Arni



Monte Macina e Alto di Sella da Arni molto più da lontano



Monte Macina da Arni



Penna di Sumbra salendo al Passo Fiocca



Penna di Sumbra salendo al Passo Fiocca più da destra



Penna di Sumbra primo piano salendo al Passo Fiocca



Penna di Sumbra salendo al Passo Fiocca più da vicino



Penna di Sumbra salendo al Passo Fiocca primo piano più da lontano



Penna di Sumbra salendo al Passo Fiocca primo piano più da lontano più da sinistra



Penna di Sumbra salendo al Passo Fiocca ancora più da vicino



Passo Fiocca e Penna di Sumbra



Penna di Sumbra avvicinandosi al Passo Fiocca



Tambura e Roccandagia dal Passo Fiocca



Penna di Sumbra dal Passo Fiocca



Freddone Corchia e nubi sula costa dal Passo Fiocca



Penna di Sumbra ancora più da vicino dal Passo Fiocca



Crinali e nebbia sulla costa dal Passo Fiocca



Macina Alto di Sella e Tambura dal Passo Fiocca



Tambura dal Passo Fiocca



Penna di Sumbra dal Passo Fiocca leggermente più da vicino



Penna di Sumbra salendovi primo piano



Passo e Monte Fiocca salendo al Sumbra



Campi solcati salendo alla Penna di Sumbra



Procinto spunta come fantasma dal Sumbra



Procinto spunta come fantasma dal Sumbra più da vicino



Cresta Sagro si staglia sopra mare di nuvole primo piano



Grondilice Contrario Cavallo e Tambura dal Sumbra



Macina e Alto di Sella davanti al Sagro dal Sumbra



Vista dal Macina alla Roccandagia e Croce di vetta Sumbra



Croce di vetta Sumbra e vista dall'Alto di Sella alla Roccandagia



Procinto spunta come fantasma dal Sumbra ancora più da vicino



Procinto spunta come fantasma dal Sumbra primo piano



Cavallo Tambura e Pisanino dal Sumbra



Cavallo e Tambura dal Sumbra



Sagro e Alto di Sella dal Sumbra



Cresta Sagro e Macina si stagliano sopra mare di nuvole



Cresta Sagro e Macina si stagliano sopra mare di nuvole più da lontano



Grondilice Contrario e Cavallo dal Sumbra



Grondilice Contrario e Cavallo dal Sumbra più da lontano



Pisanino dal Sumbra



Grondilice e Contrario dal Sumbra



Cavallo e Tambura dal Sumbra più da lontano



Cavallo e Tambura dal Sumbra più da vicino



Cavallo e Tambura dal Sumbra ancora più da vicino



Grondilice e Contrario dal Sumbra più da vicino



Contrario e Cavallo dal Sumbra



Rocce Sumbra e serie di crinali in controluce scendendo



Lago di Vagli scendendo dal Sumbra



Area carsica sotto cresta Sumbra e Lago Vagli sullo sfondo



Parete sud Penna di Sumbra dalla cresta



Parete sud Penna di Sumbra dalla cresta ancora più da lontano



Alberi secchi e parete sud Sumbra



Vista globale cresta e parete sud Sumbra più da sinistra



Vista globale cresta e parete sud Sumbra ancora più da sinistra



Zona carsica nel bosco con appennino sullo sfondo scendendo dal Sumbra



Zona carsica e bosco scendendo dal Sumbra più da vicino



Spaccatura nella roccia scendendo verso Capanne



Sentiero in spaccatura nella roccia scendendo verso Capanne col flash



Sentiero in spaccatura nella roccia scendendo verso Capanne ancora più da vicino



Cielo attraverso spaccatura nella roccia scendendo verso Capanne più scura



Cielo attraverso spaccatura nella roccia scendendo verso Capanne più da lontano