Roccandagia da Campocatino




Domenica 30 aprile 2017: Campocatino (980) – Passo Tombaccia (1350) – Sella Roccandagia (1645) – Roccandagia (1710) – Sella Roccandagia (1645) – Passo Tombaccia (1350) – Campocatino (980).


Partecipanti: Stefy, Gheroppa, Kay e soundofsilence.


Lunghezza: 9,5 Km. circa.


Dislivello: 750 circa.


Difficoltà: EE fino alla Sella Roccandagia se senza neve. F la salita alla Roccandagia, facile, ma abbastanza esposta, anche se è più l’impressione che l’esposizione vera, alla quale si può rimediare magari facendo i punti peggiori seduti. In particolare la prima parte della cresta è parecchio stretta, ma pianeggiante, la seconda parte è ripida, ma molto meno esposta; infine la cresta sommitale va fatta con prudenza, stretta e con vari spunzoni e sempre discretamente esposta. Nel caso di neve nel canalino che porta alla Sella della Roccandagia, come abbiamo trovato noi, occorre essere muniti di ramponi e picozza (un po’ rischioso, data la pendenza e la neve dura usare solo i ramponi), oppure percorrere la cresta alla destra dello stesso che indovinando il giusto percorso non presenta difficoltà superiori agli EE. In ogni caso è buona norma, se non si va in estate, portarsi comunque i ramponi, che anche senza neve sono assai utili sull’erba eventualmente bagnata e scivolosa.


Percorso in macchina: Da Genova in autostrada prima sulla A12 e quindi sulla A15 (La Spezia – Parma) fino ad Aulla. Si prende quindi la strada per il Cerreto (ss63) in direzione Fivizzano fino al bivio con la sr445 (strada regionale della garfagnana) in località Gassano. Si segue la sr445 in direzione di Piazza al Serchio e Castelnuovo Garfagnana fino a Casola in lunigiana, dove si svolta a destra passando a fianco di una caratteristica torre sulla sede stradale imboccando così la SP59 per Minucciano; giunti a Minucciano continuiamo fino a Gorfigliano e, da qui, verso Vagli, prendendo quindi a destra per Campocatino, poco prima di giungere a Vagli di Sopra. In breve giungiamo quindi a Campocatino, dove parcheggiamo nell’area apposita (pedaggio di due euro, non attivo, non sappiamo per quale ragione, nel giorno in cui siamo andati noi.)


Percorso a piedi: Dal parcheggio prendiamo la strada lastricata che attraversa il bel paesino e, in breve, incrociamo i cartelli del sentiero 177, che imbocchiamo verso destra. Seguiamo quindi i segnavia biancorossi del sentiero 177 che ci porta ad attraversare un bel bosco di faggi e quindi al Passo Tombaccia a quota 1350. Dopo il non evidentissimo passo il sentiero inizia ad affrontare alcuni tratti attrezzati con cavo metallico, prima in salita e poi in discesa. Affrontiamo quindi un tratto abbastanza pianeggiante passando sopra una vecchia cava e, a quota 1410 circa, lasciamo a destra il sentiero 177, per imboccare una traccia sulla sinistra segnata con segni azzurri. La traccia punta all'evidente sella erbosa a quota 1645, alla sinistra della quale si diparte la rocciosa e sporgente cresta della Roccandagia, mentre a destra, una ripida montagnetta di erba e roccia dà inizio alla cresta verso la Tambura. Seguendo i segni azzurri giungiamo quindi in breve all'imbocco di un canalino, che, se innevato, può essere problematico; in questo caso può essere consigliabile percorrere la cresta sulla destra, sfruttandone alcune facili cenge. In ogni caso arriviamo a ricongiungerci a segni blu poche decine di metri sotto la predetta sella erbosa (Sella di Roccandagia) che, con terreno pulito raggiungiamo facilmente, mentre con neve dura come abbiamo trovato noi, necessita comunque di indossare i ramponi. Dalla sella si prende a sinistra seguendo scrupolosamente e con la massima attenzione il filo di cresta, che, dopo un tratto pianeggiante e affilato, si impenna contemporaneamente allargandosi e portando quindi abbastanza facilmente alla cresta sommitale, di cui la roccia più sporgente costituisce la vetta. Il ritorno avviene sulla stessa via, anche se sarebbe stato assai più interessante proseguire verso la Tambura, se non per il difficile, ma non impossibile filo di cresta, per una traccia sottostante che si diparte poche decine metri sotto la Sella della Roccandagia, sarà per un'altra volta, oggi avevamo perso troppo tempo nella salita per le difficili condizioni trovate.


Conclusioni: bellissima e panoramicissima la cresta sommitale della Roccandagia, un vero peccato non aver potuto fare l’anello con la Tambura e l’Eremo di San Viano, sarà per un’altra volta. Anche così comunque l’escursione è comunque assai meritevole, quasi sempre panoramica (a parte il bosco) e in partenza dal borgo incantato di Campo Catino.




Lago di Vagli da Campocatino



Roccandagia da Campocatino



Penna di Sumbra da Campocatino



Campocatino e Roccandagia



Porta istoriata a Campocatino



Campocatino e Roccandagia



Prato e case a Campocatino



Campocatino e Roccandagia



Casa Campocatino davanti a Roccandagia



Campocatino guardando indietro



Campocatino prato e Penna di Sumbra



Rudere e Roccandagia



Prato e 3 case a Campocatino



Campocatino e Roccandagia



Roccandagia salendo da Campocatino



Gorfigliano e Lago Gramolazzo salendo al Passo Tombaccia



Cavallo salendo dal Passo Tombaccia



Zucchi di Cardeto e Pisanino salendo dal Passo Tombaccia



Cavallo e Pisanino salendo dal Passo Tombaccia



Primo piano Cavallo salendo dal Passo Tombaccia



Passaggio attrezzato dopo il Passo Tombaccia



Grotta sul sentiero 177



Carcaraia innevata e Tambura



Cavallo e Tambura avvicinandosi al bivio per la Roccandagia



Gheroppa salendo alla Sella Roccandagia



Zucchi di Cardeto e Pisanino salendo alla Sella Roccandagia



Sella Roccandagia andandovi



Penna di Campocatino



Pozzo Cavallo e Pisanino salendo alla Sella Roccandagia



Sella Roccandagia da sotto



Tambura avvicinandosi alla Sella Roccandagia



Gheroppa e Stefania in canale innevato per Sella Roccandagia



Roccandagia e cresta sporgente da sotto la Sella



Roccandagia e cresta sporgente da sotto la Sella primo piano



Roccandagia dalla Sella



Lago di Vagli dalla Sella



Pisanino e cresta Roccandagia



Cresta Roccandagia e Tambura



Cresta Roccandagia salendola



Cresta Roccandagia percorsa guardando indietro



Sella Roccandagia e Tambura dalla cresta



Cresta Roccandagia percorsa guardando indietro



Gheroppa e Stefania salendo la cresta della Roccandagia



Cresta sommitale Roccandagia e Penna Campocatino



Pisanino e cresta sommitale Roccandagia



Cavallo e Pisanino dalla Roccandagia



Lago di Vagli tra le rocce sommitali della Roccandagia



Lago di Vagli dalla Roccandagia



Cresta sommitale Roccandagia e Tambura



Penna Campocatino dalla Roccandagia



Cresta sommitale Roccandagia con Monte Sella sullo sfondo



Pisanino dalla Roccandagia



Cavallo e Pisanino dalla Roccandagia



Tambura dalla Roccandagia



Cresta Roccandagia tra Penna di Sumbra e Monte Sella



Gheroppa e Stefania in vetta alla Roccandagia



Cresta Roccandagia tra Penna di Sumbra e Monte Sella



Gheroppa in discesa da Roccandagia



Scendendo dalla cresta Roccandagia



Cresta Roccandagia e Tambura vista verticale



Stefania e Gheroppa in discesa da cresta affilata Roccandagia



Stefania e Gheroppa in discesa da cresta affilata Roccandagia vista verticale



Roccandagia guardando indietro scendendola



Cresta Roccandagia e Tambura



Penna di Sumbra dalla cresta della Roccandagia



Cresta Roccandagia e Tambura



Roccandagia dalla Sella



Pisanino e cresta Roccandagia



Discesa dalla Sella Roccandagia



Lago di Vagli dalla sella Roccandagia più da vicino



Roccandagia e cresta sporgente scendendo dalla Sella



Sella Roccandagia e cresta verso Tambura scendendo verso sentiero 177



Sentiero scendendo verso 177



Pisanino scendendo verso 177



Pozzo Biafra



Canale innevato per Sella Roccandagia



Sentierino per evitare canale innevato



Gorfigliano e Lago Gramolazzo tornando a Campocatino



Casetta con fioriera a Campocatino