Monte Prana e Grotta all’Onda da Candalla




Domenica 25 novembre 2018: Candalla (140) – Polverifici (365) – Grotta all’Onda (710) – Foce del Termine (965) -Campo all’Orzo (930) - Focetta San Vincenzo (905) – Monte Prana (1210) - Metato (370) - Candalla (140).


Partecipanti: EM e soundofsilence.


Lunghezza: 19 Km. circa.


Dislivello: 1300 circa.


Difficoltà: EE alcune discese al torrente ed alcuni guadi, anche per l’attuale condizione di acqua alta e scivolosità, un po’ stretto e leggermente infrascato a tratti il sentiero lungo il torrente, probabilmente al limite dell’EE, soprattutto per la mancanza di segnavia che facciano capire il percorso facilmente. EE poi la salita al riparo murato in Grotta all’Onda, con un passo di II grado, la difficoltà principale di tutta la gita, tutto il resto tranquillamente E (a parte la discesa della fascia alla fine, dovuta però ad un errore di percorso e che classificherei comunque F per la ripidità e la necessità di aiutarsi con le mani per non scivolare), anche se sono presenti alcuni tratti dove l’orientamento non è facilissimo.


Percorso in macchina: da Genova in autostrada fino a Viareggio, quindi seguiamo per Camaiore e, giuntivi, continuiamo dritti alla grande rotonda con obelisco, quindi prendiamo a sinistra via Carignoni, seguendo le indicazioni per il centro. Ci immettiamo quindi in Via Oberdan, che imbocchiamo verso sinistra, per poi svoltare alla prima a destra in Piazza XXIX Maggio e continuare dritti fino a svoltare a destra in Via Tabarrani. Seguiamo quindi via Tabarrani, per svoltare quindi a sinistra in via Sterpi. Continuiamo quindi in via Sterpi fino ad immetterci in Via Nuova, che seguiamo verso destra. Con via Nuova arrivamo fino alla frazione Lombrici, quindi, al bivio per Metato, prendiamo a sinistra, e, giunti al successivo tornante, andiamo dritti nella strada senza uscita (via di Candalla), sulla quale proseguiamo poco più di 300 metri, praticamente fino alla fine della strada carozzabile, parcheggiando nel poco spazio disponibile a fianco della strada sulla destra.


Percorso a piedi: dal parcheggio continuiamo brevemente su asfalto, per scendere quindi a sinistra verso un ponte, seguendo anche i segnavia. Subito prima del ponte possiamo deviare brevemente per giungere, con prudenza, al cospetto di una bella cascata, tenendoci alla griglia metallica che impedisce l’accesso al soprastante vecchio mulino. Visitata la cascata imbocchiamo quindi il ponte e seguiamo il sentiero segnato, che compie subito un tornante verso destra, per circa 350 metri, per trovarci quindi ad un bivio, dove lasciamo i segnavia che guidano sulla sinistra in salita, per continuare dritti su traccia parallela al torrente. Dopo neanche 100 metri lungo il torrente, troviamo subito una prima deviazione a destra che scende ad un guado, oltre al quale le pareti del Monte Penna formano ripari sottoroccia utilizzati, pare, in epoche preistoriche. Per la mancanza di tempo ci fermiamo al guado e torniamo al sentiero, riprendendo a seguire il torrente. Altri 70 metri e troviamo un grosso rudere sulla destra, entrando nel quale possiamo fare un’interessante nuova discesa al torrente, dove ammiriamo una bella cascata doppia. Cento metri dopo il rudere, troviamo un bivio: a destra si attraversa il torrente e lo si percorre sulla sponda sinistra idrografica, mentre noi continuiamo a percorrerlo sulla stessa sponda. Qui, in corrispondenza del bivio, troviamo anche una piccola grotticella. Dal bivio proseguiamo quindi 230 metri circa e facciamo quindi una breve deviazione a destra, per ammirare da sopra una tripla cascata. Cinquanta metri dopo dobbiamo lasciare il sentiero in riva destra idrografica, per scendere a destra al torrente e guadarlo. Guadato il torrente, se siamo nel punto giusto, ci troviamo quasi subito ad attraversare un nucleo di ruderi invasi dalla vegetazione. Duecento metri dopo il guado, troviamo un bivio a sinistra segnalato per Casoli, mentre noi proseguiamo dritti, girando poi subito a destra e allontanandoci dal torrente. Dopo 500 metri ci ritroviamo nei pressi del torrente e di un bivio: a destra un cartello indica per gli Ex Polverifici, mentre a sinistra un ponte attraversa il torente e si dirige verso Casoli. Noi facciamo quindi una deviazione per i Polverifici e le soprastanti belle cascate, per poi tornare indietro ed attraversare il ponte. La deviazione è lunga circa 300 metri ed incontra prima i ruderi dei Polverifici, che si visitano con una deviazione a sinistra. Proseguendo lungo il sentiero soprastante i Polverifici si passa quindi a fianco ad alcune belle cascate, alle quali si può scendere brevemente con 3 deviazioni al torrente che consentono di ammirarle meglio. Oltre la terza cascata il sentiero sembra continuare, ma diventa meno chiaro e più infrascato, ma di più non saprei dire che siamo tornati indietro. Tornati al ponte quindi continuiamo su sentiero segnato verso Casoli per neanche 200 metri, per prendere quindi a destra una scaletta in pietra che da accesso ad una scorciatoia un po’ infrascata, che, in effetti non consiglio. La scorciatoia ci porta a raggiungere una casa bianca, dove lasciamo il sentiero che continua dritto, per prendere a sinistra una chiara traccia che dovrebbe raggiungere in breve il sentiero segnato. Anche qui non è stata probabilmente la scelta migliore (meglio probabilmente continuare dritti e raggiungere il senteiro segnato qualche metro dopo), che, pochi metri dopo, un albero caduto ha causato un severo infrascamento che superiamo con difficoltà, dopo il quale raggiungiamo in breve il sentiero segnato che imbocchiamo verso destra. Dopo 350 metri (quota 400 circa) troviamo un bivio a destra diretto verso la Bocchetta San Vincenzo, che ignoriamo, proseguendo dritti sul sentiero. Altri 300 metri e giungiamo ad un bivio dove prendiamo a destra e guadiamo subito il torrente, mentre il sentiero a sinistra ci porterebbe comunque nello stesso posto, ma con tragitto un poco più lungo. Giungiamo quindi ad un successivo quadrivio, dove troviamo anche una vaschetta in pietra, e imbocchiamo il sentiero più a sinistra ed in piano, il quale ci porta, dopo poco meno di 250 metri, ad un ponte, che attraversiamo, per immetterci su un sentiero presso alcuni ruderi, che imbocchiamo verso destra. Saliamo quindi sul nuovo sentiero fino ad incrociarne uno segnato, nei pressi di un’alta cascata sulla destra. Qui prendiamo a sinistra e giungiamo quinid alla grande apertura di Grotta all’Onda. Visitata la grotta continuiamo lungo il sentiero, incontrando una prima cascata che sgorga da un tetto di roccia, e quindi, le successive più scenografiche che sgorgano anch’esse da buchi nella volta di un grande tetto di roccia che forma un grande antro. Proseguiamo quindi sul sentiero sottostante alle cascate e, subito dopo aver oltrepassato la cascata principale, una deviazione a destra risale verso la stessa e giunge sotto il grande tetto di roccia, da cui abbiamo una bella vista sulla predetta cascata. Da qua, prendendo a sinistra un sentierino passa stretto tra due rocce e quindi continua fino ad un salto di terra e rocce, che bisogna superare sulla destra (qui c’è anche un sentierino proveniente da sinistra, che può essere un accesso alternativo o la via del ritorno ed un sentierino che continua a salire dritto, ma che non porta in nessun punto di rilievo) per continuare su un breve sentierino in piano che porta ad un riparo murato in cui entriamo per godere una vista d’insieme del grande antro con le cascate. Torniamo quindi sui nostri passi (si può uscire dall’altra parte del riparo, ma poi vi è un salto) e riscendiamo come per la salita o come descritto tra parentesi e ritorniamo quindi ancora sui nostri passi fino alla prima alta cascata, dove guadiamo il sottostante torrente e proseguiamo su sentiero segnato, indicato anche da frecce rosse su grossi massi. Il sentiero passa subito accanto a 3 grotticelle e quindi continua a traversare in falsopiano fino ad immettersi in una mulattiera che imbocchiamo verso sinistra in salita. Al primo tornante del nuovo sentiero, possiamo deviare brevemente a destra per accedere ad un punto panoramico su Grotta all’Onda e verso la costa. Riprendiamo quindi a salire verso la Foce del Termine, pochi metri prima della quale prendiamo a destra il sentiero diretto verso Campo all’Orzo. Il nuovo sentiero sale in circa 630 metri fino a quota 1000, dove troviamo a sinistra il bivio per il Monte Piglione, mentre noi continuiamo dritti in leggera discesa. Sul sentiero 101. Giungiamo così al valico di Campo all’Orzo, dove troviamo i resti della Chiesetta di Sant’Antonino Abate, dove proseguiamo ancora dritti, sempre in leggera discesa, per giungere in breve alla Focetta San Vincenzo. Dalla Focetta continuiamo ancora dritti e pressochè in piano, trovando subito il bivio a destra per Metato, mentre noi continuiamo a sinistra verso il Monte Prana (Sentiero Saudade). Subito dopo un nuovo bivio, dove teniamo la destra per il Monte Prana. Iniziamo quindi a salire su chiaro sentiero finche non giungiamo ad intercettare il crinale che scende dalla vetta a quota 1075 circa; qui è possibile deviare a destra su traccia meno marcata e seguire direttamente il crinale fino in vetta, mentre noi continuiamo a sinistra su traccia più evidente. Nei successivi 100 metri bisogna però porre attenzione a non deviare verso sinistra, ma prendere invece a destra una traccia nell’erba, che diventa poi più evidente e porta alla grande Croce di vetta. Giunti alla croce imbocchiamo il crinale a sinistra (direzione sud), esattamente paralleli ed in senso contrario, ma leggermente sopra, al sentiero da cui siamo venuti (la base di un paletto metallico ci indica la giusta direzione dalla vetta). Il sentiero diventa comunque ben presto molto evidente e segnato e lo seguiamo fino ad una forcella a quota 1165, dove lasciamo a sinistra il sentiero segnato (indicazione scritta su roccia per un Rifugio), per scendere invece a destra un ripido canalino erboso. Dopo questo primo tratto ripido il sentiero diventa più evidente e comodo e traversa lungamente verso destra (nord) fino a raggiungere una facile cresta erbosa che percorriamo per un tratto, per poi piegare a destra e raggiungere in breve il sentiero segnato per Metato, che imbocchiamo verso sinistra. Dopo un primo tratto di sentiero, a quota 800 circa, ci ritroviamo a scendere una ripida strada cementata che seguiremo lungamente. A quota 690 tagliamo un tornante della strada seguendo una scorciatoia segnata, per poi riprendere a scendere lungo la strada cementata. A quota 460 circa, lasciamo a destra il bivio per la Grotta del Tambugione e continuiamo sempre dritti a scendere per la strada. Al successivo tornante, lasciamo a sinistra Vicolo del Panorama (dove passa un altro sentiero segnato), per proseguire a destra sulla solita strada. In breve giungiamo ad un largo parcheggio, dove continuiamo dritti, lasciando a sinistra l’asfalto. Scendiamo quindi per la ripida carrareccia, fino a trovare un bivio presso una casa da cui prosegue una staccionata a destra; qui imbocchiamo a destra in ripida discesa, lasciando un’altra sterrata in piano a sinistra. Dopo poco prendiamo quindi a destra (scelta sbagliata probabilmente, ma non ne posso essere sicuro) e percorriamo un ripiano prativo, dove sarebbe stato meglio (e di questo sono sicuro) prendere subito a sinistra una stretta traccetta infrascata. Noi invece percorriamo il ripiano per prendere a sinistra una più larga ed evidente traccia in discesa, la nuova traccia però finisce sopra una fascia, la cui discesa si rivela piuttosto difficile e scomoda. Scesa comunque la fascia ci troviamo sul vialetto di accesso ad una villa, che seguiamo verso sinistra (qui arriva anche la traccetta che avremmo dovuto prendere) per poi girare a destra e traversare in tale direzione fino a giungere ad un bivio, dove prendiamo ancora a destra per giungere in breve alla strada asfaltata ed al parcheggio.


Traccia GPS: Monte Prana (Per scaricare la traccia fate click col tasto destro sul link e selezionate “Salva link con nome”)


Conclusioni: in una gita sola ne abbiamo praticamente raggruppate tre: le cascate di Candalla, Grotta all’Onda e Monte Prana e avevamo persino intenzione di aggiungere la visita alla Grotta del Tambugione e ad altre nelle vicinanze, ma poi abbiamo deciso che la gita era abbastanza lunga così. In ogni caso il giro proposto è sicuramente fattibile, ma lo consiglierei più in primavera, quando c’è più tempo per visitare con calma tutte le cascate e i laghetti del torrente, cosa che abbiamo fatto invece con un po’ di fretta e saltando alcune deviazioni. Nonostante questo il giro è stato piacevole: assai suggestivo il torrente e le cascatelle, nonché i tanti ruderi ormai inglobati nella rigogliosa vegetazione, splendida poi Grotta all’Onda con le sue cascate dalla volta, mentre sospendo il giudizio sul Monte Prana, dal quale non abbiamo visto niente causa nebbia, ma, indubbiamente, il pezzo forte della gita resta la suggestiva Grotta all’Onda.




Cascata presso mulino a Candalla



Mulino sopra cascata a Candalla



Fontana e ponte ad inizio sentiero a Candalla



Cascata presso mulino a Candalla più da lontano



Monte Penna da sentiero lungo il Lombricese



Sentiero lungo Lombricese e pareti Monte Penna



Torrente Lombricese da guado presso ripari preistorici



Torrente Lombricese si biforca da guado presso ripari preistorici



Ruderi pastificio lungo torrente Lombricese



Interno ruderi pastificio lungo torrente Lombricese più da lontano



Doppia cascata in torrente Lombricese



Doppia cascata in torrente Lombricese



Doppia cascata in torrente Lombricese più da vicino



Sentiero lungo torrente Lombricese



Laghetto in torrente Lombricese dal sentiero



Cascata in torrente Lombricese



Cascata in torrente Lombricese più da vicino



Forra in torrente Lombricese dall'alto



Cascata da muretto in torrente Lombricese



Grotticella presso bivio sponde in torrente Lombricese



Tripla cascata in torrente Lombricese da sopra



Tripla cascata in torrente Lombricese da sopra



Cascatelle in torrente Lombricese



Rudere su altra sponda torrente Lombricese



Guado in torrente Lombricese



Ruderi ingoiati dalla vegetazione in sponda sinistra Lombricese



Case presso bivio per Casoli



Cascata presso polverifici



Riparo sottoroccia e finestrella presso polverifici



Larga cascata sopra polverifici più da vicino



Seconda cascata sopra i polverifici primo piano



Cascata con toboga vista di fianco



Cascata con toboga vista di fronte



Cascata con toboga vista di fronte più da lontano



Terza cascata sopra i polverifici



Quarta cascata sopra i polverifici



Cascata incanalata dal ponte per Casoli



Torrente Lombriceto dal ponte per Casoli



Rudere e parete Monte Penna



Cascata sopra guado andando a Grotta all'Onda



Cascata prima di Grotta all'Onda



Interno Grotta all'Onda



Ingresso Grotta all'Onda



Cascatelle da volta presso Grotta all'Onda vista verticale



Cascatelle da volta presso Grotta all'Onda



Base cascatelle da volta presso Grotta all'Onda



Cascatelle da volta presso Grotta all'Onda vista verticale più da vicino



Base cascate da volta presso Grotta all'Onda



Cascate da volta presso Grotta all'Onda vista verticale



Base cascate da volta presso Grotta all'Onda vista verticale



Base cascate da volta presso Grotta all'Onda



Cascate da volta presso Grotta all'Onda salendo al riparo più da vicino



Riparo murato sopra cascate Grotta all'Onda



Cascate da riparo sopra Grotta all'Onda



Cascate da riparo sopra Grotta all'Onda più da vicino



Interno riparo murato sopra cascate Grotta all'Onda più da lontano



Cascate da riparo sopra Grotta all'Onda



Cascate da riparo sopra Grotta all'Onda col flash



Passaggio tra le rocce scendendo dal riparo



Cascate da volta presso Grotta all'Onda scendendo dal riparo più da vicino



Cascate da volta presso Grotta all'Onda scendendo dal riparo ancora più da vicino



Cascate da volta presso Grotta all'Onda viste di profilo



Cascate da volta presso Grotta all'Onda viste di profilo



Cascate da volta presso Grotta all'Onda viste di profilo



Cascate da volta presso Grotta all'Onda viste di profilo vista verticale



Cascate da volta presso Grotta all'Onda viste di profilo



Cascate da volta presso Grotta all'Onda viste di profilo vista verticale



Cascate da volta presso Grotta all'Onda viste di profilo più da vicino



Cascate da volta presso Grotta all'Onda viste di profilo vista verticale più da vicino



Cascate da volta presso Grotta all'Onda viste di profilo parte superiore



Base cascate da volta presso Grotta all'Onda viste di profilo



ascate da volta presso Grotta all'Onda viste di profilo parte inferiore



Cascate da volta presso Grotta all'Onda viste di profilo vista verticale più da vicino



Prima grotticella dopo Grotta all'Onda



Seconda grotticella dopo Grotta all'Onda



Terza grotticella dopo Grotta all'Onda



Monte Prana salendo a Foce del Termine



Monte Matanna con Grotta all'Onda alla base



Viareggio e mare da punto panoramico salendo a Foce del Termine



Sentiero e cascata salendo a Foce del Termine



Cascatelle salendo a Foce del Termine



Fosso Turreite San Rocco salendo a Foce del Termine



Monte Prana da Foce del Termine



Nebbia a sud andando verso Campo all'Orzo



Monte Prana andando verso Campo all'Orzo



Chiesa Sant'Antonino Abate a Campo all'Orzo



Monte Gabberi e Nebbia che incomincia a salire andando al Monte Prana



Monte Prana salendolo



Enrico e croce di vetta Monte Prana



Colline ondulate salendo al Monte Prana



Colline ondulate salendo al Monte Prana più da lontano



Croce vetta Monte Prana da sotto



Sentiero verso crinale erboso scendendo dal Monte Prana



Mare d'oro e Capraia scendendo verso Metato



Mare d'oro e Capraia scendendo verso Metato più da vicino



Lago Massaciuccoli scendendo a Metato



Torre a Metato e mare d'oro sullo sfondo



Cascata presso mulino a Candalla



Testa apotropaica in fontana presso Mulino Candalla