La Culla - Monte Gabberi - cresta per Monte Lieto - Sant'Anna - La Culla




Sabato 26/2/2010: La Culla – Monte Gabberi – cresta x Monte Lieto – Sant’Anna – La Culla.


Partecipanti: Soundofsilence.


Lunghezza: 11 Km circa. Puliti, io con qualche piccolo sbaglio di sentiero ne ho fatti 12,3.


Dislivello: 950 metri circa, io, tanto per fare cifra tonda, sono arrivato a 1000…


Difficoltà: EE la cresta dal Gabberi al Lieto, tutto il resto E. Il punto più difficile è un canalino in discesa che si incontra poco prima di arrivare alla Foce di Farnocchia e che richiede l’uso delle mani e degli alberi, in ogni caso dopo la Foce di Farnocchia, pur rimanendo la valutazione EE, le difficoltà diminuiscono. Qualche difficoltà di orientamento le ho avute non tanto nella cresta Gabberi-Lieto, come avvisava il foglietto che mi sono portato dietro, dove il sentiero, pur stretto e non sempre evidentissimo, è comunque sempre chiaramente intuibile, quanto nella prima parte da la Culla al Gabberi, dove numerosi bivi non segnalati (alcuni anche con segnavia gialli) mi hanno portato più di una volta fuori strada, occorre quindi prestare attenzione sempre alla presenza dei segnavia biancorossi del sentiero 107.


Percorso in macchina: Da Genova in autostrada fino all’uscita Versilia (Forte dei Marmi). Dall’uscita si continua in direzione sud per 1,5 Km e poi si gira a sinistra in viale Apua verso Pietrasanta; dopo 2 Km. si svolta a destra sull’Aurelia che si segue per 500 metri, per poi girare a sinistra per Monteggiori, raggiunto il quale, dopo 5 Km., si prosegue ancora per ulteriori 3 Km. fino a giungere in località La Culla. Qui si trova un buon parcheggio 70 metri dopo il cartello indicante il sentiero per il Monte Gabberi.


Percorso a piedi: Dal parcheggio si torna indietro, appunto, 70 metri sulla strada asfaltata e si imbocca il sentiero 107 sulla sinistra. Lo si segue quindi fino in vetta al Monte Gabberi, stando attenti a non perdere i segni biancorossi e a non imboccare alcuni bivi non segnalati o segnalati in giallo.
Pochi metri dopo la vetta il sentiero piega a sinistra (non evidentissimo, in effetti, anche qua, ho sbagliato e continuato in cresta…) e si inoltra nel bosco, dove dopo un centinaio di metri si incontra un bivio: qui lasciamo il sentiero 107 che fa un giro più largo e più in basso (probabilmente meno panoramico) per imboccare il sentiero segnato col numero 4 e indicato sia da segni rossi che azzurri.
Il sentiero porta quindi in cresta dove si affrontano alcuni passaggi EE per poi giungere a un bivio dove occorre continuare a seguire il sentiero 4 per la Foce di Farnocchia. 300 Metri dopo questo bivio e affrontato il passaggio più difficile del percorso, si giunge alla predetta foce dove vi è un quadrivio e i segni blu finiscono: occorre invece seguire i segni rossi verso nord-ovest che continuano in cresta verso il Monte Lieto (come da cartello indicatore). Seguendo sempre i segni rossi si giunge prima (dopo un bel po’ comunque) a un risalto roccioso che a me è sembrata la vera vetta (il GPS me lo indica comunque qualche metro più alto) e 60 metri dopo ad una radura con cippo che è considerata ‘ufficialmente’ la vetta.
Da qui si continuano a seguire i sentieri rossi e il sentiero diventa più comodo e porta in 500 metri a incrociare il sentiero 3, che si imbocca verso sinistra. Il sentiero 3 porta in breve all’evidente Foce di Sant’Anna (830 metri). Alla Foce lasciamo sulla destra il sentiero 3 (che farebbe fare un giro molto più largo) per imboccare il largo sentiero segnato (a dir la verità non ricordo come, o meglio, mi pare sia segnato 3 anche quello ma non ne sono sicuro…) che si dirige verso Sant’Anna in direzione sud.
Si procede quindi fino ad incontrare la strada asfaltata e giungere a Sant’Anna di Stazzema. Qui dovrebbe essere presente una scorciatoia che permette di saltare alcuni tornanti della strada asfaltata che torna a La Culla, ma io non l’ho vista, o meglio, ne ho visto solo la fine, quando si riimmette sulla strada asfaltata in corrispondenza di un amplissimo tornante. Da qui, in 2,5 Km. di asfalto, si ritorna a La Culla.


Racconto: Partenza alle 7 da Genova con meta le Apuane: o il monte Gabberi o il Forato da Orzale, a seconda di quanto mi appariranno imbiancate dette montagne durante l’avvicinamento. Il Forato è un po’ che lo tento ma alla fine non ci vado mai, sarà forse per il nome, ma anche questa volta otterrò soltanto un buco nell’acqua…
Per me, comunque, è sempre meglio un buco nell’acqua che uno nella neve, anche se, a sud, neve sul Forato non ce n’è proprio più… C’e però la Costa Pulita che è bianca che più bianco non si può, ma pulita dalla neve no di certo: chissà, forse ho fatto bene a scegliere il Gabberi, però, probabilmente, fare la predetta Costa, anche con un po’ di neve, non sarebbe stato impossibile…
Inutile però piangere sul Forato versato, mi aspetta l’ardua cresta Gabberi-Lieto!
La prima parte nel bosco è un pò noiosa e cerco di abbreviarla il più possibile tenendo il miglior ritmo che al momento mi riesce: in un’ora salirò circa 650 metri, ma verrò comunque decisamente umiliato da un cane che fa più volte avanti e indietro tra i suoi padroni e me…
Per ‘vendicarmi’ cercherò di farlo perdere imboccando più volte la traccia sbagliata, ma, anche in questo campo, verrò sonoramente battuto…
Per salvaguardare quindi quel minimo di orgoglio escursionistico che mi rimane dopo tale smacco, proverò a darmi alla fotografia, improvvisando lunghe soste ‘artistiche’…
Anche qui però le cose non andranno meglio visto che la mia Sony dsc-r1 si rifiuterà di scattare le foto, così come aveva già fatto quest’anno nella gita al Penna, e sempre come aveva fatto nella gita al Penna, riprenderà a funzionare normalmente appena ritornato a casa… Forse dovrei provare a venderla ad un escursionista-casalingo come il Maury, chissà quante belle foto del suo divano potrebbe fare…
Qualche vicissitudine poi anche col GPS, dove la mappa Garmin mi segna un percorso alquanto diverso da quello che sto percorrendo: è da qualche tempo, in effetti (dalla gita in Val Gargassa del 23 gennaio in poi), che il Trekmap Italia tende a inventarsi tracce che non esistono, che stia incominciando ad entrare in simbiosi col suo utilizzatore?
Per il resto (ammesso che ci sia rimasto qualcosa….) una gita normale senza neppure gli sperati ravanamenti lunga la Cresta Gabberi-Lieto, solo un po’ di vagabondaggio in cima al Monte Lieto per trovare la ‘vera vetta’, brutta mania che mi deve aver attaccato il Maury e che io interpreto a modo mio come scusa per ravanare almeno un po’…


Conclusioni: ottima gita per assaporare un po’ di apuane senza rischi nella stagione invernale, gran bel panorama soprattutto dalla cresta tra Gabberi e Lieto sul Gruppo Panie-Forato-Procinto-Nona-Matanna e Croce; meno bello invece dalla vetta del Gabberi perché il buco del Forato rimane praticamente invisibile, si guadagna però la vista lato mare, che, purtroppo, non ho potuto valutare a pieno, data la scarsa nitidezza della giornata, almeno verso il litorale.
Più distanti e meno maestose, invece, le altre vette principali delle apuane, tra le quali spiccano comunque il Sagro, l’Altissimo e il Corchia.
Durante la salita al Gabberi si incontra poi un piccolo antro (definirlo grotta e decisamente troppo, trattandosi di una rientranza della roccia di non più di 2 metri…) dove vi è però una abbastanza bella acquasantiera con abbondante stillicidio.




Acquasantiera salendo al Gabberi



Altissimo Cavallo e Tambura da punto panoramico salendo al Gabberi



Pania Secca e Forato da punto panoramico salendo al Gabberi



Pania Secca dal Gabberi



Procinto Nona e Matanna dal Gabberi primo piano



Monte Forato da cresta Lieto



Pania Secca e Forato da cresta Lieto



Pania Secca e Forato da cresta Lieto con più cielo sopra



Panie e Forato da cresta Lieto



Pania Secca e Forato da cresta Lieto più da vicino



Procinto Nona e Matanna da cresta Lieto



Farnocchia da cresta Lieto



Monte Forato da cresta Lieto più da lontano



Monte Forato da cresta Lieto ancora più da lontano



Panie da cresta Lieto



Procinto da cresta Lieto



Procinto da cresta Lieto primo piano



Stalattiti di ghiaccio presso Foce Sant'Anna



Stalattiti di ghiaccio affusolate presso Foce Sant'Anna più da lontano



Galaverna tornando a La Culla