Santuario delle Grazie - Gruppo del Sale




Sabato 23 gennaio 2010: Santuario delle Grazie – Gruppo del Sale.


Partecipanti: Davide


Lunghezza: 2,2 Km. A/R.


Dislivello: 150 m.


Difficoltà: EE, il sentiero non è segnato ed esistono parecchie tracce e, anche se tutte vanno più o meno bene, ci vuole comunque un poco di esperienza per arrivare a destinazione. Qualche difficoltà anche negli ultimi passi prima di arrivare sulla scogliera, dove un albero ostacola il passaggio e il terreno scosceso fa il resto e può essere necessario usare le mani. Il passaggio per accedere alla spiaggia è però di un altro livello, perlomeno psicologico, data la grande esposizione e il masso aggettante che spinge in fuori; può essere probabilmente superato in quasi sicurezza con un "passo del gatto", ma io, da solo, non me la sono sentita.


Racconto: Cambio di programma all’ultimo momento: la bambina non vuol più venire a fare la gita a Capo Mortola e mia moglie la vuole accontentare, parto così da solo per il primo itinerario che mi viene in mente: il Gruppo del Sale, gita da un bel po’ in sospeso…
Partenza dopo le 8 da Corso de Stefanis e arrivo alla galleria delle Grazie, tra Zoagli e Chiavari, intorno alle 9; parcheggio all’uscita della galleria e noto subito il sentiero in discesa. Troppa grazia! è anche segnato, non ci sarà mica qualcosa che non va? Partito in fretta mi sono portato dietro solo la stampa della foto dell’itinerario segnato da Ektor su Google Maps: la galleria non è segnata, ma non ci vuole molto ad accorgermi che ho sbagliato verso… Stavo percorrendo, in effetti, il sentiero per Chiavari segnato con 1 palla bianca e 1 rossa…
Ottimo inizio, già la fiducia di riuscire non è molta, dopotutto ci ha provato da poco Lord Mhoram e se non c’è riuscito lui, perché dovrei riuscirci io che non perdo occasione per dimostrare quanto sono imbranato? Nonostante questo non mi scoraggio, dopotutto anche perdersi è un bel modo per passare il tempo e non annoiarsi, e imbocco la variante dell’Aurelia che passa per il Santuario per sbucare dall’altro lato della Galleria (quello verso Zoagli). Il sentiero è subito lì non si può non vedere…
Percorro quindi meno di 100 metri in direzione Zoagli, in piano e parallelo alla soprastante Aurelia, per girare quindi, in discesa, ripidamente a sinistra su stretti ‘simil’ scalini e, quindi, dopo qualche divagazione raggiungo la sottostante carrareccia di accesso alle varie case della zona (la cosa migliore è, al primo incrocio, prendere a sinistra tornando indietro in piano qualche metro per poi, appena individuata una traccia in discesa, scendere sulla carrareccia), riconoscibile anche per le lampade presenti sul percorso. Proseguo quindi in direzione ovest e in discesa verso la casa di fronte pensando lì passi (come da foto) il sentiero. Un latrare di cani mi accoglie ‘festostamente’ e dopo aver sostato un po’ per assicurarmi che non siano liberi, mi decido ad entrare nella proprietà e provo a chiamare per vedere se c’è qualcuno.
Dopo vari tentativi mi viene incontro una signora che mi dice che posso passare tranquillo dalla sua casa e la successiva per andare al Gruppo del Sale, poi, però, mi dice che forse è meglio che faccia qualche passo indietro e scenda poco prima; mi dice anche che altri vengono d’estate ma, poi, rinunciano per la vegetazione; aggiunge infine che c’è anche stata una frana, insomma sono messo proprio bene…
La traccia subito prima della casa si perde immediatamente in un muro di spine: impossibile passare, per fortuna ho ancora il jolly della galleria della ex ferrovia che da Chiavari dovrebbe portarmi proprio al Gruppo del Sale…
Mentre torno indietro, un chiaro bivio sulla destra mi attira: è la traccia che, tornando indietro verso est, porta alla prima casa, non dovrebbe essere la direzione giusta, la foto di Ektor mostra chiaramente che il sentiero passa dalla seconda casa (quella che ho appena lasciato) e che va sempre in direzione ovest…
Però, guardando bene, verso la prima casa si distinguono chiaramente le fasce non invase dalla vegetazione: è evidente che per un discreto tratto si può scendere…
Ci provo allora: poco prima della casa una traccia scende perpendicolare alle fasce e la seguo, ma, arrivato a una cinquantina di metri, forse qualcosa in più sul livello del mare, la traccia sembra sparire di nuovo di fronte a un muro, seppur molto meno fitto, di spine… C’è pero un traccia che traversa in orizzontale e, seguendola, verso destra trovo un chiaro varco (scoprirò al ritorno che pochi metri, forse neanche, sulla sinistra c’era una traccia forse persino più chiara…).
Il sentiero diventa più stretto e la vegetazione è più invadente, ma, l’ostacolo maggiore è passare 2 volte sotto il cavo di una teleferica. Giungo infine su una piazzoletta, ormai in vista e una decina di metri sopra del mare, da qui la discesa è più impegnativa per il terreno scosceso e un albero tra i piedi, ma, in breve, sono alla scogliera del Gruppo del Sale. Molto belli gli scogli sormontati da una Madonnina e la vista sul Monte di Portofino da una parte e, dall’altra, fino a Punta Manara.
Vi è anche una discesa cementata verso il mare, suppongo per ‘varare’ le barche (Ma chi ce le porta fin qui?), ma non dà fastidio all’occhio più di tanto. Più fastidio dà invece la mancanza del sole, che non mi permetterà di apprezzare i bellissimi colori delle acque di fronte alla spiaggia. Dalla spiaggia giungo infatti, percorrendo la scogliera, a pochi metri (tra i 5 e i 10) e basterebbe mettere i piedi in acqua per arrivarci, ma, via terra, la cosa è più complicata… L’unica via sembrerebbe sdraiarsi, o quasi, per passare sotto una roccia aggettante sospesa su un salto roccioso di oltre 5 metri, ma, da solo, non me la sento…
Dopotutto dalla spiaggia non godrei un panorama migliore e, per me, l’unico motivo che mi spingerebbe ad andarci, sarebbe il poter proseguire su scogliera verso Zoagli, nella cui direzione vedo 2 bei isolotti rocciosi, ma, guardando bene, riesco a convincermi che è impossibile, quindi torno indietro senza troppi rimpianti…
Provo allora a percorrere la scogliera verso est, ma mi devo fermare di fronte ad un salto di roccia di 2 metri circa: il passaggio, affrontato alpinisticamente mi sembra assai difficile, dato che gli scogli formano un tetto strapiombante; forse, sfruttando, che sono sopra, si potrebbe tentare di scendere con un po’ meno di stile, ma, tra le altre cose, oggi mi fanno un po’ male le ginocchia (ho sforzato forse un po’ troppo in palestra giovedì, devo riprendere, in effetti, ad andarci il martedì…) e poi, anche se scendo, come faccio a risalire… Ammesso però di passare questo punto forse sarebbe possibile andare molto avanti, magari anche raggiungere Chiavari, questa almeno l’impressione che mi dà il tratto di scogliera che vedo, anche se, proprio lì vicino, c’è un tratto che non riesco a vedere…
Non mi resta che tornare indietro, mangiare, anche se è presto, e ritornare sui miei passi. Nel ripercorrere il sentiero in salita mi accorgo subito di un bivio: all’andata sono venuto da sinistra, provo quindi la destra, dove la traccia è anche più evidente…. Pochi passi e il sentiero passa sul ciglio strapiombante di una spaventosa frana: non conviene passare di lì per verificarne la solidità… Risalgo quindi qualche metro sopra, fuori sentiero (tanto ci sono abituato…), e passo la frana.
Dopo poco mi ricongiungo col sentiero dell’andata, ma, dopo un altro poco, lo lascio di nuovo: la via più evidente per risalire le fasce è decisamente a destra di quella percorsa in discesa (corre parallela a 100 metri circa di distanza) e porta direttamente alla prima casa. Tenendomi sulla fascia di sotto alla casa e dirigendomi a sinistra (ovest) riesco ad evitare di entrare nella proprietà privata e a ricongiungermi, in breve, alla carrareccia di accesso. La percorro fino in cima e mi trovo a sbucare all’interno di un cancello, con scritto divieto di accesso, perfettamente di fronte a dove ho imboccato il sentiero; esco quindi subito e decido di fare ancora 2 giretti per capire qual è la strada migliore per scendere evitando le case: troverò vie più dirette, ma il zig-zag descritto per l’andata si rivelerà il migliore…
Ci sarebbe ancora il tempo di scendere a Chiavari e esplorare la galleria del treno, ma non ho visto alcun varco nelle mie divagazioni e senza poter fare un anello non ritengo abbia più molto senso percorrere la galleria e la curiosità non è sufficiente a spingermi a farlo da solo… Sfrutto così il tempo avanzato per fare un salto, da Rapallo, a vedere i bei resti del Monastero di Valle Christi: mi ricordavo di averne notato la bellezza quando passavo in bicicletta e non ricordavo affatto male, perdipiù, adesso il cancello non è più chiuso e si può accedere ai ruderi…


Conclusioni: il posto merita sicuramente, anche se ritengo molto di più col sole per i colori delle acque, mentre l’orientamento non è particolarmente difficile una volta che si sa che la casa a cui fare riferimento è la prima (in realtà sono due accostate e intendo, per la precisione, la seconda delle prime due) e non la seconda (anche qui, in realtà ce ne sono 2 vicine).




Giochi di luce sul mare con Punta Manara sullo sfondo



Penisola Sestri e Punta Manara primo piano



Albero rinsecchito al Gruppo del Sale più da lontano



Scogli protesi verso Punta Manara dal Gruppo del Sale



Molo Gruppo del Sale con Punta Manara sullo sfondo



Scogli protesi verso Punta Manara primo piano con raggi filtranti sullo sfondo al Gruppo del Sale



Scoglio davanti a molo Gruppo del Sale con raggi filtranti sullo sfondo più da vicino



Spiaggia Gruppo del Sale da scogliera più da lontano



Spiaggia Gruppo del Sale dall'angolo



Spiaggia Gruppo del Sale da scogliera più da vicino



Madoninna Gruppo del Sale e chiazza di luce



Isolotti verso Zoagli da Gruppo del Sale più da sinistra



Madonnina Gruppo del Sale con Monte Portofino che spunta



Gruppo del Sale da est con Monte Portofino sullo sfondo



Gruppo del Sale da est con Monte Portofino sullo sfondo più da vicino



Gruppo del Sale da est con Monte Portofino sullo sfondo più da lontano



Gruppo del Sale da est con Monte Portofino sullo sfondo ancora più da vicino



Gruppo del Sale da Aurelia più da lontano