Verdeazzurro da Zoagli a Chiavari




9 Marzo 2008: Verdeazzurro da zoagli a Chiavari


Partecipanti: Laura e Davide


Vicende preliminari: Dopo varie indecisioni dovute al tempo inclemente per questo fine settimana che ci costringe prima a rinunciare all’idea di andare in montagna, poi ci fa rinviare la partenza dal sabato alla domenica e infine provoca le defezioni di mia moglie della Federica e di Andrea, partiamo comunque, nonostante a Genova piova insistentemente, ma con il timore di dover tornare indietro che, man mano che ci avviciniamo alla meta sotto una pioggia sempre più forte, si trasforma sempre più in un’ipotesi concreta.


Racconto: Invece, miracolosamente a Zoagli non piove e non pioverà per tutta la gita, salvo una breve parentesi di 10 minuti a Chiavari. Arriviamo comunque a Zoagli alle 11 passate e parcheggiamo alla stazione, dove i posti non mancano. Scendiamo quindi dalla stazione verso la passeggiata a mare di levante, ma prima di percorrerla faccio una deviazione esplorativa sulla scogliera immediatamente accessibile dalla fine della passeggiata: in lontananza si vedono scalinate di accesso al mare e mi piacerebbe raggiungerle percorrendo la scogliera. In realtà arrivo fino a una piccola grotticella con fondo sabbioso e poi ritorno indietro anche perché la roccia è umida e scivolosa e a ben guardare non sembra si possa andare avanti per molto. Arriviamo quindi alla spiaggia principale di Zoagli e iniziamo a seguire il percorso del manuale imboccando via Garibaldi. Ci ritroviamo così alla stazione accorgendoci di essere tornati indietro inutilmente…
Proseguiamo quindi sul sentiero che ci porta prima alla Chiesa di San Pietro e poi a quella di Sant’Andrea e quindi scende sull’Aurelia, dove si ha una bella vista su una sottostante spiaggetta dalle acque multicolori (da controlli successivi dovrebbe essere la spiaggia di Punta Chiappe). Mi fermo qui un attimo a scrutare se ci sia possibilità di raggiungerla, ma è evidente che non vi è traccia di alcun sentiero che dall’alto vi discenda; rimane la possibilità che ci si possa accedere dalla costa. Arriviamo poi al Santuario delle Grazie, da dove si prende un sentiero che scende nel bosco verso Chiavari. E’ il primo tratto di sentiero vero e proprio, una rarità in queste tappe del Verdeazzurro, almeno quelle fino a Sestri Levante suppongo…
Il sentiero arriva fino alla periferia di Chiavari dove, invece di proseguire verso levante e arrivare alla stazione, dove ci siamo ripromessi di prendere il treno per evitare che il tempo che ci ha graziato fino a questo momento non si possa vendicare, mi dirigo invece, spinto dalla mia voglia di esplorare, verso ovest seguendo una strada senza uscita, come da cartello, che costeggia il mare.
Al termine della strada inizia un sentiero che procede sempre sulla costa, ma minacciosi cartelli diffidano dal proseguire; l’incauto escursionista viene addirittura minacciato di denuncia penale se si azzarda a proseguire sul predetto sentiero. Di fronte a ciò sono preso da irresistibile impulso a proseguire, d’altronde i sentieri vietati sono di solito tra i più belli, ma riesco a resistere e mi soffermo un attimo a cercare di capire quale possa essere l’oscuro pericolo a cui fa riferimento il predetto cartello. Passato l’attimo in questione e non avendo capito di quale pericolo si possa trattare non posso più esimermi dal procedere spronato dal dovere di cronaca e, quindi, percorso un viale erboso (quasi), che fiancheggia una villa trovo altri cartelli simili al primo; per la precisione si tratta di 2 cartelli: uno identico al precedente, escluso il fatto che la parte minacciosa è stata strappata, e un altro che incomincia a fare un poco di luce sull’arcano. In quest’ultimo cartello si accenna infatti a un muro pericolante, che, se ho ben interpretato è quello che sovrasta una sottostante spiaggetta, considerato però che il sentiero vi corre a lato e al di sopra mi sento, per il momento al sicuro…
Rincuorato quindi dal timore per l’oscuro periglio, continuo sul sentiero nella segreta speranza di arrivare fino alla spiaggetta vista dall’alto; arrivo invece prima a un restringimento del sentiero che è in parte franato sotto, ma che si supera senza problemi. Passato questo punto si arriva a una galleria dell’ex ferrovia che non è possibile percorrere interamente senza luce, che purtroppo non ho…
Entro comunque nella galleria e dopo pochi metri esco da una galleria laterale che dà su una spiaggetta sottostante. Da qui il sentiero sembra proseguire all’esterno, anche se in maniera più incerta e più a rischio di tratti franati e, soprattutto, guardando verso la punta rocciosa che chiude l’orizzonte (dovrebbe essere Punta Chiappe) a ovest sembra difficile, anche se non impossibile, poter arrivarci senza difficoltà. Naturalmente vorrei proseguire per verificare, ma proprio in questo momento inizia a piovere anche abbastanza forte e perdipiù ho lasciata mia figlia ad aspettare poco più indietro: non è proprio il caso di percorrere un sentiero a rischio di frana con la pioggia (anche se la responsabile maggiore delle frane non è tanto la pioggia quanto l’erosione marina da sotto…) e facendo preoccupare mia figlia… Torno quindi indietro, a malincuore, ripromettendomi di tornare ad esplorare.
Arriviamo quindi alla stazione, ma visto che per il treno manca più di un’ora, optiamo per la corriera, linea 9, che parte di fronte alla stazione più di mezz’ora prima del treno (14.35). Nell’attesa mangiamo i nostri soliti panini fatti con la focaccia e ripieni di mortadella e formaggio. Ritornati a Zoagli, visto che è presto, torniamo a dare un’occhiata anche alla passeggiata di ponente, dove approfittiamo dell’assenza completa di gente per fare qualche foto alla spiaggia dell’Arenella.
Non ancora soddisfatto risalgo via Benelli (che va dalla stazione all’Aurelia) fino all’incrocio con Via Barduzzi, che imbocco alla ricerca di altre possibilità di scendere al mare. In effetti ne trovo subito una passando due cancelli aperti si entra in un sentiero che scende fin sugli scogli e permette anche di proseguire sia levante che a ponente. Purtroppo però le 2 prosecuzioni in questione sono brevi, nonostante a levante si vedano ancora scalinate che scendono al mare fino a dove una punta rocciosa chiude l’orizzonte, perché ogni villa ha la sua scalinata separata dalle contigue da una recinzione…
Sconfortato da questa natura imprigionata rinuncio quindi, almeno per oggi, e torno alla macchina.




Grotticella in in scogliera a est lungomare Zoagli ancora più da vicino



Doppia punta a est lungomare Zoagli e Punta Manara sullo sfondo



Villa Benelli con Monte Portofino sullo sfondo



Spiaggetta Punta Chiappe con acqua multicolore dall'Aurelia



Spiaggetta Punta Chiappe con acqua multicolore dall'Aurelia più da vicino



Spiaggetta Punta Chiappe con acqua multicolore dall'Aurelia più da vicino più chiara



Spiaggia in periferia ovest Chiavari con Punta Chiappe sullo sfondo



Vista ovest fino a Punta Chiappe



Vista ovest fino a Punta Chiappe più da vicino



Spiaggia avvicinandosi a Punta Chiappe



Scogli allungati e Monte Portofino sullo sfondo in lungomare ovest Zoagli



Scogli allungati e Monte Portofino sullo sfondo in lungomare ovest Zoagli più da lontano



Scogli allungati e Monte Portofino sullo sfondo in lungomare ovest Zoagli più chiara



Spiaggia dell'Arenella a Zoagli



Spiaggia dell'Arenella a Zoagli più da sinistra



Spiaggia dell'Arenella a Zoagli più da lontano



Spiaggia dell'Arenella a Zoagli più chiara



Isolotto in lungomare ovest Zoagli con Monte Portofino sullo sfondo



Strati inclinati al termine lungomare ovest Zoagli più scura



Strati inclinati al termine lungomare ovest Zoagli più da lontano



Strati inclinati al termine lungomare ovest Zoagli più da vicino



Strati inclinati al termine lungomare ovest Zoagli ancora più da vicino



Vista est da scogliera via Barduzzi



Vista est da scogliera via Barduzzi più scura primo piano



Vista est da scogliera via Barduzzi più scura più da lontano



Vista est da scogliera via Barduzzi più scura un pò meno da lontano



Vista est da scogliera via Barduzzi più scura più da vicino