Portofino Vetta - San Fruttuoso - Torretta Salvo d'Acquisto




Sabato 29/12/2007: Portofino Vetta – Pietre Strette – San Fruttuoso – Torretta Salvo D’Acquisto


Partecipanti: Davide Andrea e Laura


Vicende organizzative: Da quando ho deciso di pubblicare le mie gite su quotazero sembra non me ne voglia più andare bene una: la gita alla torretta, originariamente programmata per sabato 22 dicembre, l’abbiamo prima rimandata al 26, per le previsioni meteo inclementi per il week-end in questione, ma da Natale la piccola ha avuto per 3 giorni la febbre a 39 e quindi abbiamo rinviato nuovamente a sabato 29. Quando tutto era pronto per la gita i nonni ci telefonano che non possono tenerci la piccola perché adesso è il nonno che non sta bene… Stavolta però non me la sento di rimandare di nuovo e così partiamo in tre: io e i 2 bimbi grandi. La mattina del 29 il termometro di casa nostra segna 3 gradi, è la temperatura più fredda di quest’inverno, almeno a casa nostra che è sempre un po’ più calda, decido allora di adottare un abbigliamento pesante, cosa inusuale nelle nostre gite sulla costa, ma date le ultime nostre vicende di salute (e memore anche della recente traversata da Deiva a Framura dove tale abbigliamento si è rivelato provvidenziale) mi sento più prudente del solito…
La scelta però si rivelerà clamorosamente sbagliata e passati sul versante mare siamo tornati alle usuali magliette a maniche corte, peccato però che i bimbi non si siano potuti togliere le calzemaglie perché non avevano portato le calze e ciò influirà in maniera evidente sulle loro motivazioni…


Racconto: Partenza da Corso de Stefanis alle 8,45 e arrivo, seguendo l’Aurelia, a Portofino Vetta alle 9,30. Alle 9,45 circa siamo pronti per partire, fatte alcune foto dal parcheggio, data la bellissima vista sulle Alpi Marittime che oggi sono particolarmente nitide.
Fatti pochi passi verso Pietre Strette il primo auspicio positivo: in decine di gite al Monte di Portofino non ho mai visto una guardia del Parco e proprio oggi che dobbiamo compiere l’orrendo crimine ne incontro subito una…
Dopotutto, però, sta andando in direzione opposta a noi e non si accorge del nostro fare circospetto, per ora ci è andata bene… Arrivati quindi in località Caselle, segnalata da un paletto del parco, non può sfuggire al mio occhio criminale il bivio a destra per la Via dei Tubi; non c’è nessuno e quindi non posso resistere a percorrerne un pezzetto, lasciando i bambini a fare il palo…
Ne percorro poche centinaia di metri, da questa parte, al contrario di quanto avviene partendo dalle Batterie, non c’è alcun cartello, alcun divieto che avvisi l’ignaro escursionista in buona fede (non si tratta di me certamente…); verificato questo torno indietro, coll’intento di percorrere la predetta via al ritorno, se per caso ci avanzasse del tempo.
Scendiamo quindi a San Fruttuoso, dove perdo una mezz’ora buona a girovagare per cercare qualche bella inquadratura del posto. Iniziamo quindi la salita del sentiero per il Passo del Bacio in cerca di quello per la Torretta, cercando di dissimulare i nostri intenti criminali mischiandoci tra altri escursionisti innocenti e ignari. Le uniche indicazioni che ho sono i miei ricordi di parecchi anni fa, quando avvistai, segnalato da una scritta in vernice su una roccia affiorante, ma non percorsi, il sentiero in questione, e un foglietto stampato da internet con indicazioni coincidenti. Insomma, tutto sembra semplice: basta salire verso il crinale e, poco prima, avvistare un sentiero segnalato sulla sinistra. Dopo pochi metri di salita incontriamo un nuovo paletto del parco recante l’allettante scritta: Sentiero di Servizio – Accesso Vietato – Multa per i trasgressori da 25 a 258 Euro. E’ difficile per un criminale come me resistere alla tentazione, ma la dedizione all’obiettivo mi dà la forza di andare avanti, e, poi, la scritta di servizio che significherà? c’è un cantiere lì vicino, staranno costruendo qualcosa e il sentiero servirà a quello, boh…
Avanziamo quindi pieni di fiducia, ma di far coincidere la realtà con i miei ricordi non c’è verso: non c’è ombra della predetta deviazione e arriviamo quindi fino al crinale e, qui, non me la sento di far procedere ancora i bambini, dopo avergli detto almeno cinquanta volte che eravamo quasi arrivati e che il bivio non poteva essere lontano… Inizio quindi da solo la discesa verso Cala dell’Oro, ma, ormai, con poca fiducia: i miei ricordi e il foglietto che ho in tasca sembrano proprio dirmi che la deviazione doveva essere prima dello scollinamento e non dopo, e, in effetti, anche questo tentativo fallisce miseramente… Ritorno quindi dai bambini ed iniziamo mestamente la discesa per tornare a San Fruttuoso.
E’ dunque vero: il crimine non paga, questo pensiero inizia a frullarmi per la testa mentre torniamo sui nostri passi; non mi resta che costituirmi alle guide del parco e prenotare una visita guidata…
Ma io non sono San Paolo e la via della conversione è, quindi, ancora lunga, e, così quando, mentre scendiamo, adocchio una deviazione sulla destra, non riesco a resistere. C’è un recinto, ma sulla sinistra c’è un piccolo passaggio che sembra fatto apposta per far passare una persona, ma non un cinghiale; siccome, però, con lo zaino rientro più facilmente nella seconda categoria, lascio la mercanzia ai bambini e mi addentro nell’ignoto. Si accede ad alcune fasce più o meno coltivate, ne percorro un po’, salendo e scendendo, ma, di sentiero non ne trovo traccia e, quindi, ritorno sempre più pentito delle mie cattive intenzioni.
Arriviamo quindi alla spiaggia di San Fruttuoso e, mentre, i bambini mangiano, un ultimo sussulto criminale si impossessa della mia mente e decido di andare a vedere un po’ se il sentiero di servizio visto all’andata porta per caso in qualche posto interessante. D’altronde sono le 13, è ancora presto, e visto che sono stato buono e mi sono pentito delle mie cattive intenzioni di andare alla Torretta un reato piccolo piccolo magari posso permettermelo. Arrivo quindi, in men che non si dica, al paletto in questione e non posso fare a meno di notare un’ombra furtiva che percorre il sentiero vietato; in breve raggiungo il malcapitato, il quale, evidentemente non un professionista, vedendosi preso, inverte la marcia e torna velocemente indietro…
Eliminato quindi ogni testimone, proseguo veloce lungo il sentiero: il primo tratto procede in orizzontale, segnalato in maniera variopinta da bolli rossi, e bolli blu e più avanti anche in giallo. I segni non mancano, ma la traccia non sempre è evidentissima e quando il sentiero cambia direzione e inizia a salire, ci vuole un minimo di attenzione per non perderlo. Dopo una prima salita in corrispondenza di alcune fasce il sentiero prosegue in saliscendi fino ad arrivare ai primi tratti attrezzati in orizzontale. Da qui in poi i tratti attrezzati aumentano sempre di più, ma io non me ne accorgo, ormai mi sono reso conto che il sentiero va proprio alla Torretta…
Un po’ di prudenza però non farebbe male, sono solo e i bambini mi aspettano, e il sentiero non è poi così facile: si può paragonare al pezzo più difficile della Via dei Tubi, solo che qui dura di più, non c’è forse un passaggio fastidioso come quello della scala sotto il tubo che ti butta fuori, specie se hai lo zaino grosso, ma l’attenzione è d’obbligo in ogni tratto e le catene aiutano decisamente. Alle 13,24 arrivo quindi alla Torretta, senza soste per le foto e alcuni dubbi sulla traccia da seguire avrei potuto metterci da un minimo di 15 a un massimo di 20 minuti, non saprei dire esattamente. Entro dentro, faccio ancora alcune foto e in cinque minuti riparto.
Il ritorno è meno agevole dell’andata, seguire la traccia senza puntare alla torretta risulta più difficile da fare senza sbagliare, però è allietato da alcuni meravigliosi accadimenti. Il primo compare come un miraggio mentre risalgo il tratto attrezzato: in cima alla catena mi aspetta un uomo con un nodoso bastone in mano: sarà un guardia parco che mi vuole picchiare? Invece è un povero criminale che, come me, ha preso il sentiero vietato, ma non sa bene perché e dove sta andando, e, quindi, mi chiede delucidazioni, che io gli offro prontamente e, quindi, rincuorato prosegue verso la Torretta. Noncurante dell’aggravarsi della mia posizione giuridica, che mi vede ora anche nelle vesti di mandante e, forse, anche di fondatore di un’associazione a delinquere, proseguo sulla strada del ritorno, mentre un paio di considerazioni si affacciano alla mia mente: la prima è che non posso fare a meno di pensare che, se non avessero messo il paletto con il divieto, probabilmente su questo sentiero non ci verrebbe nessuno, la seconda è che io, almeno, non ci vengo perché c’è il divieto ma per vedere la torretta e, se, non ci fosse il divieto, ci verrei comunque e, quindi, in caso di processo spero di aver diritto a qualche attenuante…
Il secondo accadimento è che, come ogni buon criminale, ho elaborato il mio piano di fuga e, quindi, invece di ritornare sul luogo del delitto, o del paletto, che dir si voglia, cosa com’è noto estremamente pericolosa per i colpevoli, proprio dove finiscono i saliscendi del sentiero e inizia il tratto orizzontale attraverso il terreno coltivato (forse…) a fasce lo abbandono e risalgo il pendio arrivando proprio da quel recinto che avevo notato e attraversato, come descritto in precedenza, e, quindi, ritorno a San Fruttuoso per il sentiero principale e, alle 14 in punto, sono dai bambini. Mi fermo a mangiare qualcosa e alle 14,15 ripartiamo, la salita, almeno per me è estremamente difficile, mi sono stancato a fare, quasi di corsa, e senza mangiare né bere (per non fare aspettare troppo i bambini) il sentiero della torretta, e, lungo la salita, ho i crampi, in ogni caso alle 15,10 siamo a Pietre Strette e poco prima delle 15,30 alla macchina.


Conclusioni: Per chi non fosse come me un criminale incallito vi è quindi la possibilità di mantenere la propria fedina penale pulita arrivando alla Torretta incriminata evitando il divieto e passando invece per il recinto sopra descritto, dove non è presente nessun cartello né divieto. Mi resta poi il dubbio amletico su cosa significhi sentiero di servizio: per la Via dei Tubi ho sempre voluto pensare che si intendesse di servizio per l’acquedotto, ma qui alla Torretta di che servizio si tratta? Un servizio agli escursionisti no di sicuro…




Alpi Marittime da Portofino Vetta



San Rocco Genova e Alpi Marittime da Portofino Vetta



Crinale Monte Portofino con Torretta d'Acquisto scendendo a San Fruttuoso



Abbazia San Fruttuoso dall'alto



Rada San Fruttuoso dalla spiaggia più da vicino



San Fruttuoso dal molo



San Fruttuoso dal molo più da vicino



Costa ovest fino a Torretta d'Acquisto da sentiero per Portofino più da vicino



Costa ovest fino a Torretta d'Acquisto da sentiero per Portofino meno da vicino



Costa ovest da molo Cala a est San Fruttuoso



Barcone e punte a est San Fruttuoso



Spiaggetta San Fruttuoso dall'alto



Spiaggetta San Fruttuoso dall'angolo ovest



Spiaggetta San Fruttuoso dall'angolo ovest più da lontano



Casa sul mare a San Fruttuoso dall'alto tra le fronde più da lontano



Torretta Salvo d'Acquisto



Torretta Salvo d'Acquisto più da vicino



Torretta Salvo d'Acquisto più da vicino più scura



Torretta Salvo d'Acquisto avvicinandosi



Torretta Salvo d'Acquisto primo piano



Vista ovest avvicinandosi alla Torretta



Vista ovest avvicinandosi alla Torretta più da lontano



Torretta da sotto in controluce



Profilo nero Torretta da sotto in controluce



Torretta da sotto in controluce più chiara



Vista ovest dalla Torretta



Vista a picco sul mare dalla Torretta



Torretta Salvo d'Acquisto tornando a San Fruttuoso



Profilo nero Torretta Salvo d'Acquisto tornando a San Fruttuoso