Grotta all'Onda




05/03/1995: Grotta all’Onda - M. Prana (1221)


Partecipanti: Gita Sociale Cai Sampierdarena - Pullman


Appuntamento: 5,30 alla stazione Brignole


Racconto: Partenza alle 5,40 circa con fermata in corso Gastaldi per caricare 2 persone. Fermata autogrill Viareggio e uscita all’omonimo casello. Proseguito per Camaiore e imboccata strada per Casoli.
Alle ore 8.15 incidente con machina senza passeggeri; Nessun ferito per fortuna, ma una occupante del pullman lamenta un dolore al ginocchio. Per precauzione chiamata ambulanza per guidatore della vettura, che comunque si saprà più tardi non avere niente. Rimaniamo però bloccati perchè non è possibile spostare la carcassa della macchina e comunque occorre aspettare i rilevamenti delle forze dell’ordine. Dopo un periodo di disorientamento ci si divide in 2 gruppi: 20 persone decidono di effettuare la gita dal luogo dell’incidente, tra i quali anch’io che non avevo potuto vedere l’incidente essendo posizionato a metà pullman, le rimanenti, tra cui il capogita, mi pare 16 restano ad aspettare i vigili, chiamati col telefonino da Ettore. 
Si inizia a muoverci, non tutti insieme, e io parto per ultimo e poco dopo incontro Vichi che, assuntosi la responsabilità del gruppo e scrittisi i partecipanti, torna indietro a controllare se viene qualcun’altro. Io raggiungo i primi e gli dico di rallentare per aspettare Vichi, che comunque aspettiamo soltanto giunti in paese a Casoli. Lungo la strada per il paese persone del posto ci descrivono tutti gli incidenti precedenti di quello che ci ha urtato, mentre un vecchietto provvede a spiegarci la strada per Grotta all’Onda, provvidenzialmente perchè nessuno tra quelli partiti conosce il percorso. Il primo tratto è in discesa e dall’altra parte dellla valle si ammira una bella parete bianca, striata di nero. Si prosegue fino alla seconda maesta’ che si trova in corrispondenza di un bivio ed è costituita da costruzione in pietra (tipo casetta) con dentro un piccolo quadro raffigurante la Madonna. 
Qui abbiamo girato a sinistra in salita si scende poi fino ad un ponte dopo il quale la strada riprende a salire a tornanti. Ad uno di questi si nota una deviazione sulla sinistra (controllare la quota che deve essere intorno ai 700m.) che si può riconoscere per il segno bianco e rosso di curva che indica il tornante sulla pietra posta in corrispondenza del bivio e aguzzando la vista si può notare che i segnavia continuano anche sulla deviazione. Prendendo la deviazione si arriva dopo qualche centinaio di metri a una piccola grotta con resti di muratura, proseguendo si arriva a una bella cascata dove finalmente c’è una scritta indicante Grotta all’Onda che risolve i nostri ultimi dubbi. La grotta gocciolante d’acqua in più punti è formata da roccia calcarea bianca a strisce nere. 
Entriamo dentro e riusciamo a proseguire per qualche decina di metri poi la grotta si riduce a una strettissima fessura che ci sembra impossibile che qualche essere umano possa percorrere, ammesso che continui. Usciamo alla luce e ci accorgiamo che più sopra la grotta continua anche se qui più che da una vera e propria sala è costituita da una parete strapiombante dalla quale volta attraverso due buchi vengono giù due imponenti getti d’acqua formanti una spettacolare cascata (Dobbiamo forse ringraziare la pioggia del giorno prima). Osservata da vicino (cosa che consiglio di fare, nonostante l’inevitabile doccia) la cascata notiamo che forma alla base 3 magnifici (specialmente uno) arcobaleni. 
Dopo aver sprecato (ma forse non è il termine adatto) più e più rullini di foto, qualcuno nota una casetta (o qualcosa di simile) all’estremità superiore della grotta, lo seguiamo, non senza aver fatto una nuova doccia, e raggiungiamo la casetta, vi entriamo e ci accorgiamo che si tratta di un semplice muro che racchiude una piccola grotticella adiacente alla grande grotta dell’Onda, che appare in tutta la sua magnificenza da un buco nella parete della grotticellla, dopo altre numerose foto ci accingiamo a tornare sul sentiero principale non senza esserci domandati dove porti il sentiero per la Grotta dell’ Onda che anche oltre questa non dà segni di voler finire. Giunti sul sentiero riprendiamo a salire contenti per la bellissime visioni appena godute e dimentichi dello shock per l’incidente della mattina. 
Poco più in su una brevissima deviazione sulla sinistra permette di accedere a una terrazza molto panoramica dalla quale si vede anche tutta la grotta. Si prosegue a salire lungo un torrente che ci allieta la vista con numerose cascatelle e qualche marmitta si giunge quindi in piano e dopo un breve tratto in piano il torrente sparisce (evidentemente scorre sottoterra) e il sentiero riprende a salire fino alla Foce del Crocione dove ci fermiamo a magiare, con la vista innevata del catena appennica nella zona del Corno alle Scale, nonchè dell’Uomo Morto nelle Apuane. Riprendiamo poco sotto il valico dalla parte da cui siamo venuti un sentiero a sinistra che si dirige in saliscendi verso il monte Prana. Alla base di questo è presente una chiesa diroccata e sul sentiero una sorgente.
Qui un cartello galeotto (galeotto perchè orientato male) segnala da una parte M. Prana e dall’altra sorgente indicando la sorgente appena passata. Seguendo l’indicazione (sbagliata) si giunge subito ad una fonte, ma la traccia diventa presto incerta, stretta e ripida e perdipiù innevata, nonostante le difficoltà e la preoccupazione per la discesa, e dopo qualche tentativo di portarci sul versante sud (dove da valle avevamo visto un sentiero evidente) arriviamo alla base della vetta dove per fortuna troviamo un comodo traverso che ci permette di portarci a sud sul vero sentiero. Giunti con sollievo in cima ci godiamo il panorama, un po' meno il vento, (si vedono le Panie, il Corno alla Scale, Portovenere, Massaciuccoli e la riviera), per poi scendere sul sentiero sud. Ritornati alla base della vetta provvedo ad orientare correttamente il cartello e a bloccarlo il meglio possibile.
Da qui scendiamo verso Casoli (Indicazioni su un grosso masso) e lungo la discesa troviamo qualche bivio di non facile interpretazione (Occorre comunque seguire il segnavia a tre strisce bianco-rosso-verdi e non le indicazioni per Corogno e comunque proseguire sempre in discesa). Prima di arrivare osserviamo ancora il bel torrente che ha scavato con suggestive cascatelle marmitte nel calcare bianco (In un punto molto suggestivo e possibile seguendo con attenzione un’incerta e scivolosa traccia avvicinarvisi) e la Fossa del Ragionè (come da scritta su masso) che è un impressionante crepaccio lungo decine di metri. Arriviamo quindi alla maestà del primo bivio e giungiamo in breve a Casoli poco prima delle 17.
Ritorno veloce e tranquillo.




Cascatelle dalla volta dell'inizio di Grotta all'Onda



Cascata principale e altra in Grotta all'Onda



Cascata principale e altra in Grotta all'Onda più da vicino



Cascata principale e altra in Grotta all'Onda ancora più da vicino



Arcobaleno ai piedi cascata Grotta all'Onda



Arcobaleno ai piedi cascata Grotta all'Onda più da lontano



Arcobaleno ai piedi cascata Grotta all'Onda più da vicino



Arcobaleno ai piedi cascata Grotta all'Onda ancora più da lontano



Altro arcobaleno ai piedi cascata Grotta all'Onda primo piano



Altro arcobaleno ai piedi cascata Grotta all'Onda più da lontano



Base cascata principale Grotta all'Onda da est



Base cascata principale Grotta all'Onda da est vista verticale più da vicino



Base cascata principale Grotta all'Onda vista ovest



Grotta all'Onda cascata principale primo piano getti da sotto vista verticale più da lontano



Base cascata principale Grotta all'Onda vista ovest verticale



Pietre alla base cascata principale Grotta all'Onda primo piano da est



Profilo nella roccia in grotticella in cima Grotta all'Onda